Evasione fiscale, “l’aria è cambiata”. Befera annuncia le prossime mosse anti-furbetti

Cortina e Milano non resteranno casi isolati. I controlli continueranno. E partiranno a tappeto anche quelli sui conti correnti. E' la primavera della lotta all'evasione

Quando il gioco si fa duro, i duri cominciano a giocare. A vestire i panni del “duro” questa volta è Attilio Befera, direttore dell’Agenzia delle Entrate, che comincia a incassare (è il caso di dirlo) i primi concreti successi nella lotta all’evasione. Dopo gli alberghi di Cortina è toccato alla Milano by night: la Finanza arriva e controlla a tappeto, dagli scontrini dei locali alle auto di lusso dei clienti. Ma è solo l’inizio. Col governo Monti l’aria è cambiata, sostiene lo stesso direttore. E la guerra all’evasione si può fare sul serio.

E così il capo degli ispettori del fisco annuncia dalle colonne di Repubblica le prossime mosse anti-evasione: “Ora con il controllo dei conti bancari può partire la grande svolta. Ormai – afferma Befera – siamo in grado di verificare la posizione di tutti i contribuenti. Dopo le dichiarazioni dei redditi di giugno scatterà un’operazione di controlli massivi“. Insomma, chi ha scheletri fiscali nell’armadio non può più dormire tranquillo. Seguendo le parole di Befera, vediamo quali sono le armi del fisco e anche i punti critici della nuova campagna contro gli evasori.

Controlli, la strade è aperta

I blitz di Cortina e Milano sono solo l’inizio? In realtà, dice il direttore dell’AdE, “noi di controlli analoghi ne abbiamo sempre fatti. Certo, adesso c’è un’attenzione diversa presso la politica, e una sensibilità maggiore presso i cittadini”. Insomma anche il consenso verso questi interventi è più ampio di prima. Merito (si fa per dire) della disuguaglianza economica sempre più marcata.

“L’Italia è un paese in cui è mancata per molti, troppi anni una cultura della legalità fiscale“, prosegue Befera. “Cortina, con quel 300% in più di scontrini emessi in un solo giorno, è solo un esempio, ma gliene potrei citare quanti ne vuole. A Milano abbiamo trovato di tutto, tra i 115 esercizi che abbiamo controllato. In 33 locali c’erano lavoratori in nero. Poi scontrini non rilasciati, studi di settore falsificati, con esercenti che dichiaravano 4 tavoli all’aperto e invece ne avevano 40. Il 30% di irregolarità, tra bar, ristoranti e soprattutto discoteche”.

E’ soprattutto l’effetto deterrente di questi controlli ciò su cui punta il fisco. Se sai che potrebbe capitare anche a te da un momento all’altro, sei molto più ligio. “Per questo andremo avanti, rafforzando gli interventi sul territorio”. E cambiano le destinazioni: “finché fa freddo si va nelle stazioni invernali, quando arriva il caldo si passa alle località balneari“.

Conti correnti al setaccio

Lo strumento esiste da 15 anni ma solo ora può iniziare a funzionare davvero. E’ l’accesso ai depositi bancari da parte del fisco. “Ora l’Agenzia delle Entrate ha accesso diretto ai conti correnti bancari. L’archivio dei depositi da consultare ai fini fiscali lo aveva inventato Visco nel ’96: il Parlamento lo ha bloccato per 15 anni, ora Monti l’ha finalmente sbloccato“. Si tratta di una banca dati gigantesca a cui ora il fisco può accedere con molta più libertà di prima e non solo a seguito di accertamenti già avviati. Inoltre grazie a “Serpico”, un super computer da 1 milione di giga, i dati bancari potranno essere incrociati con quelli delle dichiarazioni fiscali, dell’Inps e del registro delle imprese.

I soldi “tornano” in Svizzera

Ma gli evasori sono una razza resistente. E fiutando l’aria che cambia qualcuno preferisce cambiare aria. Molti capitali stanno riprendendo la via dell’estero. Solo nel 2011 si stima che siano stati esportati illegalmente 11 miliardi di euro. La Svizzera resta sempre una delle mete preferite. Sono tornati i famigerati spalloni, i corrieri che varcano il confine con le valigie di contanti: negli ultimi 3 mesi dell’anno i sequestri di valuta ai valichi di frontiera sono aumentati di oltre il 50%. “Il flusso in uscita di capitali e di beni pregiati, dall’inizio di gennaio, è in aumento esponenziale”, avverte Befera. “Alcune banche svizzere hanno cominciato ad affittare le cassette di sicurezza dei grandi alberghi, perché non sono in grado di esaudire l’abnorme quantità di richieste che hanno dai clienti italiani”.

Ma anche chi fugge col malloppo deve stare attento perché l’estratto conto può tradirlo: “la prova della verità saranno i saldi dei conti correnti: se all’inizio dell’anno un contribuente sospetto ha un deposito da 1 milione di euro, che a fine anno diventa di 1.000 euro, noi possiamo chiedergli che fine hanno fatto quei soldi“.

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