Evasione, aggiornate le istruzioni per i controlli fiscali. Nuove attività e nuovi/vecchi reati

Sono 97 i settori per i quali l'Agenzia delle Entrate detta precisi criteri di indagine agli 007 del fisco. Ecco i reati tributari vecchi e nuovi

Le vie degli ispettori fiscali non sono infinite ma sono molte: 97, per la precisione. Le metodologie di controllo predisposte dall’Agenzia delle Entrate per altrettanti settori e attività servono a dare precisi criteri di indagine alla Guardia di Finanza e agli altri organi di controllo. Criteri che sono stati recentemente aggiornati anche con riferimento al reato – introdotto dal decreto salva-Italia – commesso da chi fornisce notizie o documenti falsi durante le verifiche degli ispettori.

L’Agenzia definisce i metodi di indagine per:

43 attività di servizi (dalle agenzie immobiliari ai servizi di copisteria, con l’aggiunta ultima degli autonoleggi);
9 attività professionali (dagli amministratori di condominio ai veterinari, passando da avvocati, notai e dentisti);
45 attività commerciali (in pratica tutti i tipi di negozi e di venditori ambulanti).

Lo scopo è quello di "verificare la correttezza fiscale degli operatori economici che intrattengono rapporti diretti con i consumatori finali ed hanno quindi maggiori possibilità di occultare ricavi".

L’aggiornamento dei criteri tiene conto anche delle nuove figure di reato di esibizione o trasmissione di documenti falsi e di comunicazione di notizie false agli ispettori. Se il contribuente – o un professionista in sua vece – mente ai verificatori rischia fino a 3 anni di carcere.

Quando l’evasione è reato

Naturalmente non tutti gli illeciti fiscali hanno la stessa gravità. Delle varie condotte tese a non pagare le tasse dovute – una task force del Governo ha identificato 19 profili di evasore – solo alcune sono considerate reati. La legge stabilisce quando un illecito è punibile con una sanzione amministrativa (ammenda) o penale (multa o carcere). E spesso la soglia è quantitativa: dipende cioè da quanto si evade. Un discorso a parte spetta poi all’elusione fiscale, la "zona grigia" in cui si usano le norme esistenti con il solo scopo di ridurre il carico fiscale.

Restando al campo dell’evasione, vediamo le principali condotte che configurano un reato penale e le relative sanzioni (la norma di riferimento è il Dlgs 74 del 2000, modificato dal Dl 138 del 2011).
 

DICHIARAZIONE
FRAUDOLENTA

 

      Condotta: falsificazione delle dichiarazioni dei redditi o Iva inserendo elementi passivi fittizi (falsa fatturazione) o alterando le scritture contabili (per i soggetti obbligati). Il reato sussiste se:
– l’imposta evasa è superiore a 30mila euro (prima era 77.468,53), e
– i redditi non dichiarati superano il 5% del totale o comunque 1 milione di euro.
Sanzione: reclusione da 1 anno e 6 mesi a 6 anni.
 
DICHIARAZIONE
INFEDELE

 

  Condotta: dichiarazioni non veritiere al di fuori dei casi precedenti (senza un impianto fraudolento, ma comunque consapevolmente e volontariamente). Il reato sussiste se:
– l’imposta evasa è superiore a 50mila euro (prima era di 103.291,38 euro), e
– i redditi non dichiarati superano il 10% del totale o comunque i 2 milioni di euro.
Sanzioni: reclusione da 1 a 3 anni.
 
DICHIARAZIONE
OMESSA

 

  Condotta: mancata presentazione delle dichiarazioni dei redditi o Iva entro 90 giorni dalla scadenza. Il reato sussiste se l’imposta evasa è superiore a 30mila euro (prima era 77.468,53).
Sanzione: reclusione da 1 a 3 anni.
 
EMISSIONE DI
FATTURE FALSE

 

  • Condotta: emissione di fatture o ricevute per operazioni inesistenti al fine di consentire a terzi l’evasione dell’imposta sui redditi o dell’Iva, a prescindere dall’utilizzazione o meno dei documenti falsi da parte del soggetto ricevente e dall’importo (prima la soglia di punibilità era di 196 mila euro).
Sanzioni: da 1 anno e 6 mesi a 6 anni.
 
OCCULTAMENTO/
DISTRUZIONE DI
DOCUMENTI CONTABILI
  • Condotta: distruzione o occultamento di scritture contabili o altri documenti di cui è obbligatoria la conservazione per non consentire la ricostruzione dei redditi o del volume d’affari.
Sanzioni: reclusione da 6 mesi a 5 anni.


Si va in galera più facilmente

Per tutti questi reati non si applica la sospensione condizionale della pena se l’imposta evasa supera:
• il 30% del volume d’affari;
• i 3 milioni di euro.

Anche i tempi di prescrizione aumentano passando da 6 anni passano a 8 anni. (A.D.M.)

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