Equitalia si mette una mano sul cuore: niente cartelle fino alla Befana

Stop all'invio di cartelle durante il periodo delle Feste

Equitalia ha annunciato di aver sospeso per tutto il periodo natalizio, dal 24 dicembre al 6 gennaio, l’invio delle cartelle di pagamento. Un provvedimento, come rilevano dalla società, che coinvolgerebbe centinaia di migliaia di famiglie e imprese. Non sarà tuttavia un blocco totale in quanto, spiegano da Equitalia, ci sono atti cosiddetti inderogabili per i quali non può essere applicata nessuna sospensione.

‘DALLA PARTE DEGLI ITALIANI’ – La sospensione dell’invio delle cartelle da parte di Equitalia, Una decisione che non ha precedenti nei dieci anni di storia della società pubblica partecipata da Agenzia delle Entrate e dall’Inps, è stata annunciata dallo stesso amministratore delegato Ernesto Maria Ruffini. “Equitalia vuole essere dalla parte degli italiani, non contro”, è la linea del nuovo corso avviato da Ruffini, “la sospensione è un atto di attenzione verso imprese e famiglie con cui stringere un nuovo Patto perché il recupero dei crediti e dell’evasione sono fondamentali, così come lo è poter avere gli italiani al proprio fianco”.

“Come diceva Adam Smith, la riscossione deve essere comoda per il debitore” – prosegue Ruffini -. “Ora non lo è ma ci stiamo dando da fare. Con le norme già approvate dal governo è stato deciso che la raccomandata può essere sostituita dalla mail certificata per le società e i cittadini che lo richiedono. Nei prossimi mesi, direttamente dal sito di Equitalia, si potranno saldare i debiti, rateizzarli e anche sospendere le riscossione. I debiti vanno pagati, ma almeno non complichiamo la vita ai cittadini”.

ROMA CAPITALE DEI DEBITI – Le rateizzazioni a Roma rappresentano l’8,4% del numero totale approvate in Italia ed il 13,6% degli importi dilazionati su tutto il territorio nazionale. La Città eterna è dunque anche la Capitale dei debiti. Delle procedure avviate, l’8,9% riguarda importi inferiori ai 5 mila euro, il 26,8% cartelle per un valore complessivo compreso fra i 5 mila e i 50 mila euro e il 64,3% esposizioni superiori ai 50 mila euro. Solo il 3,5% dei debitori ha chiesto dilazioni per una durate inferiore ai 12 mesi, mentre la grande maggioranza, il 57,9%, ha chiesto di spalmare i debiti in 6 anni, mentre quasi il 20% ha presentato la domanda per rateizzazioni superiori i 6 anni. Per quanto riguarda gli importi, l’83,9% riguarda aziende e partite Iva, mentre solo il 16,1% è a carico di persone fisiche (con un importo medio dei debiti è di 3.781 euro).

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