Equitalia addio? Verrà assorbita dall’Agenzia delle Entrate

Cosa c'è dietro l'annuncio di Renzi sulla riforma della riscossione

Matteo Renzi, nel consueto spazio #metteorisponde in cui dialoga via Twitter e Facebook con gli elettori, è salito su uno dei cavalli di battaglia delle opposizioni annunciando la prossima abolizione di Equitalia. “Al 2018 Equitalia non ci arriva” – ha detto mercoledì sera il premier. In realtà difficilmente vedremo abolizioni, quanto piuttosto una riforma già avviata dell’intero sistema di riscossione.

COSA FA EQUITALIA – Equitalia è una Spa a controllo pubblico (51% Agenzia delle entrate e 49% Inps) che gestisce la riscossione coattiva, procedendo alla riscossione diretta sia delle entrate erariali sia dei contributi. Si occupa anche di recuperare le entrate di oltre 6mila Comuni italiani, Regioni, Casse di previdenza, Camere di commercio e Inail

EQUITALIA DENTRO L’AGENZIA DELLE ENTRATE – L’approdo più probabile della riorganizzazione dovrebbe essere il ritorno della società all’interno del perimetro dell’agenzia delle Entrate. Con un possibile cambio di nome, il ‘lifting’ sarà completo. L’integrazione tra l’Agente della Riscossione e l’Agenzia delle Entrate è peraltro il paradigma seguito dagli altri paesi europei. In pratica, lo stesso soggetto che effettuerà i controlli e gli accertamenti sarà anche colui che poi dovrà andare a recuperare le somme evase, procedendo se necessario anche all’esecuzione forzata. In Italia, invece, tali soggetti sono sempre stati diversi e l’Agente per la riscossione è stato sempre una società di diritto privato, ma partecipata dagli enti pubblici.

SERVIZI – Tornando al piano di riorganizzazione già avviato, da luglio debutterà “Equitalia servizi di riscossione Spa”. La holding, attualmente composta da tre società incaricate della riscossione dei tributi, Equitalia Nord, Equitalia Centro ed Equitalia Sud, vedrà dunque queste ultime riorganizzate sotto una nuova Spa unitaria. Scatterà poi anche il riassetto di Equitalia holding “in coerenza con il mutato quadro di riferimento”. L’obiettivo principale, scrive l’azienda presieduta da Vincenzo Busa e con Ad Ernesto Maria Ruffini, è “il superamento delle residue duplicazioni organizzative consentendo – rispetto al modello attualmente in essere – ulteriori miglioramenti in termini di semplificazione e di efficacia dei processi di riscossione, nonché un’omogenea percezione di Equitalia da parte dei suoi interlocutori”.

Questo per quanto concerne le cose certe. Sull’abolizione, come detto, difficile capire quanto si tratti di campagna elettorale e quanto di progetti fattibili. Certo è che nel 2014 una proposta di legge sull’abolizione di Equitalia fu respinta dal parlamento coi voti del Pd. Dunque o c’è stata un’inversione di rotta, oppure si spaccia per abolizione ciò che è in realtà una riorganizzazione. Il che, in politica, non è certo inedito.

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