Energia elettrica, la robin tax scaricata sugli utenti. 300 euro a famiglia non dovuti

La denuncia delle associazioni dei consumatori dopo l'indagine dell'Autorità dell'energia: 199 aziende avrebbero "traslato" la tassa sulle bollette

Anche Robin Hood può sbagliare mira. La tassa che porta il suo nome – introdotta nel 2008 dall’allora ministro dell’Economia Giulio Tremonti – doveva, in teoria, colpire i super-profitti dei petrolieri dovuti agli sbalzi delle quotazioni del greggio. Pare invece che abbia penalizzato gli utenti: 199 aziende, su 476 monitorate dall’Autorità per l’energia elettrica e il gas (Aeeg), avrebbero scaricato sulle famiglie la maggiore tassazione per un rincaro illegittimo delle bollette di 335 euro in 3 anni (2010-2012).

La denuncia di alcune associazioni di consumatori parte dalla relazione al Parlamento dell’Aeeg dalla quale appare evidente che molte imprese hanno "traslato" sui consumatori i maggiori costi derivanti dalla robin tax. Nel corso dell’attività di vigilanza sui dati relativi al 2010, infatti, l’Autorità ha riscontrato che per 199 operatori, di cui 105 del settore dell’energia elettrica e gas e 94 di quello petrolifero, "è stata riscontrata una variazione positiva del margine di contribuzione semestrale riconducibile, almeno in parte, alla dinamica dei prezzi".

Consumatori: 335 euro di ricarico fuorilegge

In parole povere, l’Aeeg evidenzia che le società hanno aumentato gli utili. Questo è dovuto alla variabilità dei prezzi sul mercato del petrolio e dell’energia che spesso producono delle plusvalenze (utili) sugli stock comprati a basso prezzo. La Robin tax – tecnicamente chiamata "tassa sulla valorizzazione automatica delle scorte petrolifere" voleva colpire proprio queste plusvalenze con un’addizionale Ires (imposta sulle società) del 33%.

Il gettito avrebbe dovuto finanziare interventi a sostegno delle fasce deboli e degli anziani. Ma la realtà evidenziata dalle indagini dell’Autorità pare molto diversa: la tassa è stata scaricata sulle bollette delle famiglie violando la legge che vieta espressamente "di traslare l’onere della maggiorazione d’imposta sui prezzi al consumo" e affida proprio all’Aeeg il compito di vigilare.

Secondo Adiconsum "solo nel 2010 le famiglie italiane hanno subito rincari vietati dalle norme di legge per 67 euro a famiglia e che stando a queste verifiche, nel 2011 e nel 2012 il ricarico a famiglia sarebbe di 134 euro annui. Insomma in due anni e mezzo le famiglie italiane hanno sborsato indebitamente 335 euro dalle loro tasche".

"Niente utili": la difesa delle aziende

Di diverso avviso ovviamente Assoelettrica, l’associazione delle aziende del settore, il cui presidente Chicco Testa, dopo aver dichiarato la tassa "iniqua e probabilmente incostituzionale", ha affermato: "Gran parte del settore elettrico è sottoposto a regolazione da parte dell’Autorità medesima: le tariffe sono fisse e non esiste possibilità di recuperare in alcun modo la riduzione del margine indotta dalla Robin tax". Inoltre, continua Testa, "la parte cosiddetta libera del mercato elettrico vede molti operatori versare in condizioni di crescente difficoltà, in conseguenza della crisi economica, da una parte, e dell’esplosione del fotovoltaico, dall’altra, al punto di non realizzare quasi alcun margine".
 

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