Elusione fiscale, nuove regole: non sarà più reato. Un regalo per i grandi evasori

Nella delega fiscale del governo viene depenalizzata l'elusione fiscale. E si rischia un mega-condono per le indagini sulle grandi operazioni finanziarie in corso

In tempi di giri di vite contro l’evasione fiscale, che a quanto pare cominciano a dare qualche risultato, a molti questa notizia suona male. La regolamentazione dell’elusione fiscale (tecnicamente chiamata anche “abuso di diritto“), introdotta dal governo nella Ddl di delega fiscale appena varato, rischia di diventare un clamoroso autogol per il fisco e un gran bel regalo ai grandi evasori. Lo sostiene l’associazione “Legalità ed equità fiscale”. Per due ragioni principalmente:

• non si applica agli accertamenti in corso e quindi potrebbe diventare un condono di fatto e gratuito per grandi imprese e banche e per le loro sofisticate operazioni finanziarie (solo nel 2011 sono stati accertati ai grandi evasori oltre 5,5 miliardi e ne sono stati incassati 1,7 con una crescita dell’800% sul 2007),

• e soprattutto, per il futuro, depenalizza l’elusione.

Vantaggi legali per usi illegali

L’art. 6 della Ddl introduce nuovi principi per disciplinare l’elusione fiscale, cioè, come recita la legge stessa, “l’uso distorto di strumenti giuridici idonei ad ottenere un risparmio d’imposta, ancorché tale condotta non sia in contrasto con alcuna specifica disposizione”.

Si tratta in sostanza di quei comportamenti che sfruttano le pieghe del sistema fiscale (benefici e regimi di tassazione agevolati) per fini impropri. Intestazioni di beni di lusso a società di comodo, residenze all’estero e via dicendo: tutte attività formalmente “legali” ma attuate col solo scopo di pagare meno tasse.

La nuova disciplina stabilisce appunto che l’operazione è lecita solo se “giustificata da ragioni extrafiscali non marginali“. Ma spetta al fisco dimostrare “il disegno abusivo e le modalità di manipolazione e di alterazione funzionale degli strumenti giuridici utilizzati” e anche descrivere nel dettaglio la presunta condotta abusiva.

Ma il provvedimento allarga le maglie soprattutto quando vuole “escludere la rilevanza penale dei comportamenti ascrivibili a fattispecie abusive”. L’elusione non sarà più reato anche se sottrae al fisco milioni di euro. Un paradosso se si pensa alle sanzioni per un mancato scontrino. “In concreto – sostiene Oreste Saccone sulla rivista Fiscoequo – ai fini penali viene introdotto un discrimine tra i grandi contribuenti e tutti gli altri”. (A.D.M.)

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