Dl Fiscale, scattano le manette per i “furbetti” del condono

(Teleborsa) – Carcere fino a sei anni per chi, scegliendo di aderire alla pace fiscale, fornisce atti falsi e comunicazione di dati non rispondenti al vero. Lo prevede l’ultima bozza del decreto fiscale successiva al via libera del Consiglio dei Ministri di lunedì 15 ottobre. La norma mira a punire i “furbetti” che con la dichiarazione integrativa mirano a sanare proventi illeciti.

I contribuenti potranno “correggere errori od omissioni” presentando una apposita “dichiarazione integrativa speciale” fino al “31 maggio 2019”. Nel testo per questo condono è confermato il limite di 100mila euro per anno d’imposta e la possibilità di sanare al massimo il 30% di quanto già dichiarato. Si pagherà in una unica soluzione entro fine luglio o a rate per 5 anni a partire da settembre 2019.

Per chi si avvale dell’integrazione o emersione consentita dalla “pace fiscale” è esclusa la punibilità per dichiarazione infedele, omesso versamento di ritenute e omesso versamento di IVA. I tre reati elencati non sono punibili anche nel caso di riciclaggio o impiego di proventi illeciti (fino al 30 settembre 2019). Le norme su prevenzione antiriciclaggio e terrorismo rimangono invece applicabili per gli altri casi. E’ allo studio la possibilità di escludere la punibilità della dichiarazione fraudolenta.

Il testo di 26 articoli che, oltre alle misure per la “pace fiscale” e a quelle in materia di fatturazione elettronica e lotteria degli scontrini, contiene anche alcuni rifinanziamenti per il 2018, dai 735 milioni nel 2018 al Fondo di garanzia per le PMI, ai 130 milioni per la prosecuzione delle missioni di pace internazionali. Nel testo compare anche una “sanatoria” per le società sportive dilettantistiche che però sarebbe ancora oggetto di discussione.

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