Casa, lavoro e mutui. Gli assi d’estate per l’economia – Dall’Ici agli straordinari, per finire con le rate dei mutui. Definitive le misure per “salvaguardare il potere d’acquisto delle famiglie”

Dall'Ici agli straordinari, per finire con le rate dei mutui. Definitive le misure per "salvaguardare il potere d'acquisto delle famiglie"

 

Con la conversione del decreto legge n. 93, diventano defintivie – ovverro legge dello Stato – le novità riguardanti l’Ici sulla prima casa, la detassazione degli straordinari e la rinegoziazione dei mutui. Vediamo in sintesi cosa è cambiato e cosa cambierà per i cittadini.

Esenzione Ici sulla prima casa
L’imposta è stata abolita a partire da giugno 2008. Sono escluse: le ville (categoria catastale A8), i castelli e i palazzi di eminente pregio storico o artistico (categoria A9) e le abitazioni signorili (categoria A1). L’esenzione si applica alla casa coniugale del soggetto non assegnatario a causa di separazione legale, annullamento, scioglimento o cessazione degli effetti del matrimonio e alle unità immobiliari di cooperative edilizie a proprietà indivisa, adibite ad abitazione principale dai soci assegnatari, agli alloggi regolarmente assegnati dagli istituti autonomi per le case popolari e dagli enti di edilizia residenziale pubblica aventi le stesse finalità.
L’abolizione dell’Ici costa ai Comuni 2.500 euro all’anno, che saranno rimborsati tramite un fondo costituito presso il ministero dell’Interno.

Detassazione incrementi produttivi
In via sperimentale dal 1° luglio al 31 dicembre 2008 tassazione con aliquota del 10%, salvo rinuncia scritta del datore di lavoro, per le somme erogate: 1) a titolo di prestazione di lavoro straordinario, 2) prestazioni di lavoro supplementare o per prestazioni rese in funzione di clausole elastiche effettuate in pendenza di contratti part time stipulati prima del 29 maggio, 3) correlate ai premi di risultato o di produttività.
Lo sconto fiscale si applica entro il limite di un importo pari a 3.000 euro e riguarda i dipendenti titolari di reddito non superiore ai 30mila euro nel 2007.

Rinegoziazione mutui
Con la convezione tra Ministero dell’Economia e Abi, sono state stabilite le regole per la rinegoziazione dei mutui a tasso variabile. L’eventuale nuovo accordo con la banca, che si applicherà dalla prima rata successiva a quella del 1° gennaio 2009, dovrà prevedere l’utilizzo di un tasso d’interesse pari alla media dei tassi del 2006 (sensibilmente più bassi di quelli attuali).
Ma quello che non si paga oggi si dovrà pagare poi. Ovvero viene creato uno speciale conto corrente destinato al saldo del finanziamento. Sul conto è applicato un tasso che si ottiene in base all’Irs a 10 anni alla data di rinegoziazione, maggiorato di uno spread dello 0,50%.

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