Decreto sviluppo, la prima bozza: dai condoni fiscali alle successioni. Per salvare l’Italia

Tra le ipotesi ci sono 12 condoni fiscali, norme per liberalizzare le successioni e il taglio del bonus fiscale sul risparmio energetico. Basterà a ridarci credito in Europa?

A un paese sempre più in crisi e all’Europa che ci chiede misure strutturali in tempi strettissimi è utile un provvedimento che ipotizza dodici condoni fiscali e una riforma delle successioni? Servirà a risanare i conti e ci restituirà credibilità internazionale? Se lo chiedono in molti esaminando la bozza del decreto sviluppo presentata dal governo. Le norme proposte – siamo ancora nel campo delle ipotesi – non sembrano incidere sostanzialmente sui problemi della crescita e dei conti pubblici. L’unico intervento strutturale, quello sulle pensioni, è ancora ostaggio dei veti all’interno dell’esecutivo. E riappare ancora una volta lo spettro delle leggi “ad personam”. Ecco in sintesi i principali punti della bozza.

Sanatorie fiscali

La notizia è stata prontamente smentita dal  ministro dello Sviluppo Paolo Romani, ma nelle bozze diffuse dalle agenzie di stampa venivano elencate per 12 ipotesi di condono: si va dal concordato fiscale per il passato alla chiusura delle cause con il fisco di valore superiore a 20mila euro (oggi è questo il tetto massimo), dalla riapertura dei termini delle dichiarazioni dei redditi per gli anni passati alla definizione dei versamenti ritardati o omessi, dalla regolarizzazione delle affissioni elettorali abusive (sanate con 750 euro all’anno) al canone Rai non versato (con 50 euro l’anno).

Successioni e trasferimento di azienda ai figli

Cambiano le regole della successione legittima, cioè quella che assegna obbligatoriamente ai figli (se sono più di uno) i 2/3 del patrimonio diviso in parti uguali. La nuova norma lascia invariata la quota dei 2/3 ma stabilisce che solo metà di essa (2/6) va divisa in parti uguali mentre sull’altra il genitore può decidere liberamente, anche di lasciarla per intero a un solo figlio.

Sulla stessa linea è la norma che modifica il cosiddetto “patto di famiglia” in caso di successione di azienda: il beneficiario potrà ricevere l’azienda di famiglia anche dopo la morte del titolare che nel frattempo avrà nominato un terzo incaricato di gestire l’interim.

Non si capisce a colpo d’occhio che effetti possano avere queste norme sullo sviluppo economico del paese. Più facile forse intuire quelli sulle vicende personali del premier.

Taglio delle agevolazioni per il risparmio energetico

La detrazione del 55% per la riqualificazione energetica degli edifici viene prorogata fino al 2014 ma la percentuale detraibile e il tetto massimo di spesa vengono ridotti:
  al 52% per una spesa massima di 50mila euro per i pannelli solari,
  al 41% per una spesa massima di 40mila euro per gli infissi.

Part-time per le mamme, asili nido e altri servizi aziendali per i dipendenti

Sono approvati sgravi fiscali a favore dei contratti part-time per le donne con figli e per l’apprendistato. Le aziende potranno offrire ai lavoratori asili-nido e altri servizi (es. trasporti) contrattando in cambio una riduzione delle retribuzioni. Viene anche ipotizzata una forma di aiuto ai precari con meno di 40 anni che consiste in un’aliquota Iva minima (1%) per l’acquisto della prima casa.

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