Dall’Irpef alla flat tax, le indicazioni di Cottarelli per la riforma fiscale

(Teleborsa) – Evasione fiscale, riforma dell’Irpef, tassazione dei redditi immobiliari e flat tax. Sono alcuni dei temi toccati dal direttore dell’Osservatorio sui conti pubblici dell’Università Cattolica di Milano, Carlo Cottarelli, nel corso di un’audizione alla Commissione finanze della Camera

Secondo le stime di Cottarelli l’evasione fiscale costa alle casse dello Stato in termini di perdita di gettito tra i 125 e i 130 miliardi di euro l’anno. “Resta uno dei principali problemi dell’economia italiana”, ha infatti sottolineato. Per quel che riguarda la riforma dell’Irpef la sua posizione è che “potrebbe avere più facilmente luogo nell’ambito di una riforma complessiva del fisco, non fosse altro perché alcuni spostamenti di gettito potrebbero essere utili tra imposizioni di natura diversa”. Cottarelli ha parlato della possibilità di migliorarla con l’introduzione di quattro obiettivi: “rendere l’Irpef meno distorsiva rispetto alle scelte economiche delle persone fisiche, rafforzare l’equità orizzontale e verticale, ridurre l’evasione e semplificare il sistema impositivo”. “Ma anche se non si semplificasse nulla – ha aggiunto –sarebbe utile comunque un Testo unico sull’Irpef per la consultazione di una normativa che è diventata troppo complessa”.

Per il direttore dell’Osservatorio sui conti pubblici dell’Università Cattolica di Milano va rivista anche la tassazione sui redditi immobiliari portando le aliquote sulla cedolare secca a livello di quelle sulle rendite finanziarie e sui titoli di Stato – “quindi dal 21% al 26%, e per gli affitti a canone concordato a quella per i titoli stato, quindi dal dal 10% al 12,5%” – ma ha aggiunto che un’ampia riforma potrebbe comunque partire “dalla revisione del catasto“.

Per Cottarelli la flat tax incrementale è una “questione politica che riguarda quanto progressivo deve essere il sistema della tassazione”. “Non è che uno deve demonizzare la flat tax ma io penso che l’attuale sistema ha una progressività adeguata, con la flat tax si avrebbe una progressività inadeguata al momento”, ha spiegato. “Della flat tax – ha aggiunto – il vantaggio sarebbe che verrebbe accompagnata da una semplificazione del sistema, non tanto per la riduzione del numero delle aliquote ma perché si eliminano deduzioni e detrazioni”. Infine una considerazione sull’IRAP. “Mi sembra ormai diventata molto diversa dalla sua intenzione originaria – ha detto – forse é meglio eliminarla e sostituirla con addizionali di diverso tipo”.

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