Allarme recessione, nuove misure per le famiglie

Dalla riduzione delle tasse sulla tredicesima alla detassazione degli straordinari. L'esecutivo studia le mosse per il rilancio dei consumi

 

Le conseguenze della crisi finanziaria iniziano a farsi sentire sull’economia reale. Ci sono già parecchi segnali di aziende in difficoltà. Molte, anche per spinte del tutto irrazionali, hanno bloccato le assunzioni e stanno rivedendo i programmi sul personale relativi al 2009. In questo panorama, il governo ha allo studio un pacchetto di interventi a favore delle famiglie, salari e imprese. Un modo, oltre tutto, per riattivare la fiducia e fare ripartire i consumi.

Certo, le difficoltà sono numerose, a partire del debito pubblico, degno di un Paese di via di sviluppo. Un fardello che riduce di parecchio la gamma dei possibili interventi.
Tuttavia certe scelte sembrano inevitabili, l’esecutivo non può permettersi di assistere passivo all’evolversi della crisi, aspettando che il mercato ritrovi il proprio equilibrio.

Ma quali sono le strade percorribili? La prima trova anche l’appoggio dell’opposizione ed è la detassazione della tredicesima. Questa è una misura, invocata con forza da Confcommercio che teme per i consumi natalizi, che potrebbe incidere sensibilmente sui salari, ma è assai costosa. Come opzione c’è la proroga della detassazione degli straordinari: un intervento meno incisivo, ma con effetti sopportabili per le casse dello Stato.

Quello che è certo è che la social card non sarà affatto sufficiente ad alleviare la crisi. Le ultime indicazioni parlano di 40 euro al mese, ricaricabili bimestralmente, per gli ultra 65 enni e le famiglie con un bambino sotto i tre anni e con reddito inferiore ai 6.000 euro annui. E il finanziamento resta solo per un anno, perché gli altri soldi sono stati dirottati per il salvataggio di Alitalia.

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