Crescita e rigore per la lista Monti

Finanze sane e pareggio di bilancio. La riduzione delle tasse come conseguenza possibile a alla riduzione del debito pubblico. Ecco le politiche fiscali della lista presieduta da Mario Monti

I punti programmatici della lista guidata da Mario Monti (sostenuta da Italia Futura, Udc, Fli) sono stati presentati online nella “Agenda per un impegno comune” o meglio nota “agenda Monti”, pubbilcata online lo scorso 23 dicembre.
Parola d’ordine: "finanze sane" e cioè attuare il pareggio di bilancio dal 2013 e riduzione il debito pubblico di un ventesimo all’anno a partire dal 2015, come prevede il patto di bilancio europeo (fiscal compact).

Ecco in sintesi i punti chiave affrontati in ambito economico e fiscale, riconducibili sotto lo slogan "Crescita e rigore".

POLITICA FISCALE
"Ridurre le tasse diventa possibile", recita il testo dell’Agenda, soprattutto grazie a e contestualmente alla riduzione del debito, che rimane una ferrea conditio sine qua non. La prossima legislatura si deve impegnare a "ridurre il prelievo fiscale complessivo, dando la precedenza alla riduzione del carico fiscale gravante su lavoro e impresa. Questa va comunque perseguita anche trasferendo il carico corrispondente su grandi patrimoni e sui consumi che non impattano sui più deboli e sul ceto medio".
La riduzione del debito pubblico ai ritmi imposti dal fiscal compact, passa anche attraverso la valorizzazione/dismissione del patrimonio pubblico.

IMU: va mantenuta ma può essere migliorata. Il premier uscente ha sempre difeso l’Imu come il "male minore". Ora afferma che si possono pensare alcuni miglioramenti, soprattutto "una maggiore destinazione ai comuni dei proventi dell’imposta" e un prelievo più equo dato dalla riforma dei valori catastali e dall’attenzione ad alcune categorie di contribuenti come i giovani e gli anziani. Ma Monti dice di non voler illudere gli elettori: la sostanza dell’imposta non può essere cambiata. Per non ritrovarsi di nuovo sull’orlo del default, come un anno e mezzo fa (anche a causa dell’abolizione dell’Ici sulla prima casa voluta da Berlusconi).
 
LAVORO
In tema di mercato del lavoro, l’Agenda si propone di proseguire la linea già avviata dal governo presieduto dal professore. Le riforme del ministro Fornero non si toccano e il programma punta a un ulteriore rafforzamento della contrattazione di secondo livello, "spostando verso i luoghi di lavoro il baricentro della contrattazione collettiva". Superamento del dualismo tra lavoratori dipendenti sostanzialmente “protetti” e i “non protetti”.
Per favorire l’occupazione femminile, Monti propone la detassazione selettiva del lavoro delle donne.

Il reddito minimo.  Introdurre "un reddito di sostentamento minimo", "condizionato alla partecipazione a misure di formazione e di inserimento professionale, pensato come rete di sicurezza contro le nuove povertà sorte a causa di crisi e recessione.

Industria, commercio e credibilità: il documento mette in luce le difficoltà del paese e propone alcune strategie per rilanciarlo internazionalmente. Oltre al già citato decentramento della contrattazione salariale, il documento parla anche di favorire il credito alle imprese.

Liberalizzazioni: Monti intende proseguire (o meglio, "avviare") le liberalizzazioni nel settore dei commerci e dei servizi, che restano prioritarie per garantire la crescita del Paese.

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