Corte Ue all’Italia: recuperare ICI non versata dalla Chiesa

È quanto hanno stabilito i giudici della Corte di giustizia dell'Unione europea, annullando la sentenza del Tribunale Ue del 2016. Respinto il ricorso sull'IMU

(Teleborsa) – L’Italia deve recuperare l‘ICI non versata dalla Chiesa. Lo ha stabilito la Corte di Giustizia europea, annullando così la decisione con cui la Commissione Ue “ha rinunciato a ordinare il recupero di aiuti illegali concessi dall’Italia sotto forma di esenzione dall’imposta comunale sugli immobili” e la sentenza del Tribunale europeo del 2016 che aveva dichiarato i ricorsi ricevibili, ma li aveva respinti in quanto infondati.

Nel 2012 l’Esecutivo comunitario aveva dichiarato che l’esenzione dall’imposta comunale sugli immobili (ICI) concessa dall’Italia agli enti non commerciali (come gli istituti scolastici o religiosi) che svolgevano, negli immobili in loro possesso, determinate attività (quali le attività scolastiche o alberghiere) costituiva un aiuto di Stato illegale. Tuttavia non ne aveva ordinato il recupero, ritenendolo assolutamente impossibile. La Commissione aveva inoltre affermato che l’esenzione fiscale prevista dal nuovo regime italiano dell’imposta municipale unica (IMU), applicabile in Italia dal 1° gennaio 2012, non costituiva un aiuto di Stato.

La Corte ricorda che l’adozione dell’ordine di recupero di un aiuto illegale è la logica e normale conseguenza dell’accertamento della sua illegalità. Se è valido il principio generale del diritto dell’Unione “ad impossibilia nemo tenetur” (“nessuno è tenuto all’impossibile”), è anche vero che la Commissione non ha dimostrato l’impossibilità assoluta di recupero dell’ICI. Per tale ragione, “la Corte annulla la sentenza del Tribunale nella parte in cui esso ha convalidato la decisione della Commissione di non ordinare il recupero dell’aiuto illegale concesso con l’esenzione dall’ICI e annulla, di conseguenza, la decisione della Commissione”.

Respinto invece il ricorso sull’IMU.

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