Controllo sui conti correnti: l’Agenzia delle Entrate pubblica il decreto operativo

A partire del 31 ottobre il fisco entra in banca e raccoglie una montagna di informazioni sui nostri conti correnti, depositi titoli, carte di credito e cassette di sicurezza

Era stato annunciato da qualche giorno e ora è arrivato. Il 25 marzo sul sito dell’Agenzia delle Entrate è stato pubblicato il provvedimento che indica le "Modalità per la comunicazione integrativa annuale all’archivio dei rapporti finanziari" (scarica il pdf). E’ la chiave che apre definitivamente le porte delle banche al fisco. Nasce così la super-anagrafe dei rapporti finanziari. Il trasferimento dei dati comincerà il 31 ottobre. Confluiranno nei computer dell’Agenzia, oltre a tutti i nostri estratti conto a partire dal 2011, anche i depositi titoli, i movimenti delle carte di credito, gli accessi alle cassette di sicurezza e gli acquisti di oro.

La "sentenza capitale" per il segreto bancario era stata scritta alla fine 2011 dall’art. 11 della cosiddetta manovra "salva Italia", che nell’ambito della lotta all’evasione fiscale ha reso automatico il controllo delle movimentazioni finanziarie. Il Garante per la privacy era intervenuto sollevando perplessità sulla sicurezza della trasmissione informatica ma la piattaforma tecnologica è stata adeguata alle richieste e l’Authority ha dato il via libera lo scorso novembre. Con quest’ultimo provvedimento operativo dell’Agenzia delle Entrate l’operazione può definitivamente partire.

QUANDO

La trasmissione dei dati seguirà questo calendario:
• entro il 31 ottobre 2013: tutti i rapporti attivi nel 2011;
• entro il 31 marzo 2014: tutti i rapporti attivi nel 2012;
• entro il 20 aprile di ogni anno successivo: tutti i rapporti attivi nel’anno precedente.

CHI

L’obbligo di trasmissione non spetta al singolo contribuente ma agli intermediari finanziari, cioè banche, Poste italiane, società finanziarie e di investimento, società di gestione del risparmio (Sgr) e società di investimento a capitale variabile (Sicav).

COSA

Dovranno arrivare al fisco i dati identificativi di ciascun rapporto con una persona fisica o giuridica (con gli eventuali cointestatari) contraddistinta da un codice univoco e i saldi o i valori al 1° gennaio e al 31 dicembre dell’anno di riferimento. Più in dettaglio, i principali rapporti e dati che dovranno essere inviati all’Agenzia delle Entrate sono:
Conti correnti o conti deposito: saldo contabile d’inizio e fine anno e importo totale addebiti e accrediti nel corso dell’anno;
Deposito titoli: controvalore dei titoli rilevato contabilmente alla fine dell’anno di riferimento e del precedente, l’importo totale degli acquisti di titoli, fondi ecc. effettuati nel corso dell’anno e l’importo totale dei disinvestimenti;
Carte di credito o di debito: utilizzo del plafond di spesa alla fine dell’anno e del precedente, importo totale degli acquisti effettuati e, nel caso di carte prepagate, l’importo totale delle ricariche o delle carte acquistate;
Fondi comuni di investimento: ammontare del contratto di gestione, importo totale delle sottoscrizioni di quote nell’anno e dei rimborsi;
Certificati di deposito e buoni fruttiferi: totale degli importi facciali, importo totale delle accensioni e delle estinzioni nel corso dell’anno (escluse quelle transitate su un deposito titoli);
Cassette di sicurezza: numero degli accessi nel corso dell’anno;
Compravendita di oro e metalli preziosi: valore totale degli acquisti e delle vendite.
Operazioni extra-conto: valore complessivo.

Sono escluse le operazioni tramite conto corrente postale di importo unitario inferiore a 1.500 euro.

COME

La sicurezza della trasmissione è stata inizialmente il punto debole del sistema che ha fatto scattare il veto del Garante della privacy.  Per assicurare l’efficienza della trasmissione e la protezione dei dati è stata creata la nuova infrastruttura Sid, che funzionarà su una piattaforma Ftp (file transfer protocol). Se il file da trasmettere (in formato compresso) ha un "peso" inferiore a 20 mega può essere usata la posta elettronica certificata (Pac) sempre in modalità automatizzata.

Sempre per ragioni di sicurezza i dati devono essere conservati per un periodo massimo corrispondente ai termini di decadenza dell’accertamento, cioè fino al 31 dicembre del 6° anno successivo a quello a cui si riferisce la comunicazione. Dopo saranno cancellati automaticamente. (A.D.M.)

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