Contributo di solidarietà, arriva il prelievo del 3% per i super-ricchi

Il prelievo straordinario si calcola solo sul reddito che supera i 300mila euro e si deduce dal reddito complessivo. A conti fatti non è un salasso

Il nome fa pensare a un gesto di generosità ma in realtà si tratta a tutti gli effetti di una tassa. Il contributo di solidarietà, introdotto dalla manovra estiva, è un prelievo straordinario del 3% sui redditi che superano i 300mila euro. Basta questo per capire che riguarda un numero ristretto di contribuenti: sono circa 34mila gli italiani che guadagnano (o meglio, dichiarano) più di questa cifra e sono chiamati a dare un aiuto in più alle casse dello Stato che languono.

Ora il Ministero dell’Economia ha stabilito le regole applicative del contributo di solidarietà, che si applica ai redditi dal 2011 al 2013. Quindi il primo prelievo sarà calcolato sulla base della prossima dichiarazione dei redditi e versato col saldo di giugno 2012. Per i lavoratori dipendenti il calcolo e il prelievo vengono fatti direttamente dal datore di lavoro (sostituto d’imposta) col conguaglio di fine anno.

Come si applica

Malgrado le battaglie di principio che si sono consumate alla vigila della sua introduzione, il contributo di solidarietà non sarà una stangata così pesante per i redditi alti. Va detto infatti che:

•  il prelievo del 3% non si applica sull’intero reddito ma solo sulla parte che supera i 300mila euro,

•  l’importo del contributo è deducibile dal reddito complessivo prodotto nello stesso periodo d’imposta.

Ecco, per esempio, la differenza del carico fiscale per un contribuente con un reddito di 500mila euro (escludendo per semplificare altre deduzioni e detrazioni):

•  prima del contributo: in base alle aliquote ordinarie pagherebbe un Irpef di 25.420 euro + 43% sulla parte oltre i 75mila euro ovvero (25.420 + 182.750 =) 208.170 euro;

•  con il contributo:
    – 3% sulla parte che supera i 300mila euro: (3% di 200mila =) 6.000 euro;
    – questo importo va dedotto dal reddito complessivo, quindi l’Irpef si calcola su 494mila euro,
       ovvero (25.420 + 180.170 =) 205.590 euro;
    – prelievo complessivo: 211.590 euro.

La differenza di carico fiscale è dunque di 3.420 euro. Su un reddito annuo di 500mila euro non certo un salasso. (A.D.M.)

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