Conto corrente e conto deposito diversi per il fisco. Tutte le tasse sui soldi in banca

L'Agenzia delle Entrate distingue le due forme per applicare una diversa imposta di bollo. Ecco tutto quello che il fisco preleva dai nostri conti

L’Italia non è Cipro ma i depositi bancari fanno sempre gola al fisco. Un serbatoio di liquidità cui attingere con moderazione (per evitare pericolose ripercussioni sul sistema creditizio) ma che garantisce un gettito sicuro e cospicuo all’erario. Non è un caso che la manovra salva-Italia di fine 2011, che doveva recuperare con urgenza 20 miliardi di euro, abbia previsto dal 1° gennaio di quest’anno l’aumento dell’imposta di bollo sui conti bancari e altre forme di risparmio. Ora una circolare dell’Agenzia delle Entrate (la n. 10/2013) puntualizza le differenze tra conti correnti e conti deposito per l’applicazione dell’imposta in misura diversa.

La distinzione – necessaria per l’applicazione dell’imposta in misura fissa (34,20 euro) o proporzionale (1,5 per mille) – si basa sulle finalità del contratto bancario:

• il conto corrente ha lo scopo di fornire una disponibilità continua di denaro con le conseguenti forme di operatività bancaria;

• il conto deposito è invece una forma di investimento (è stato assimilato agli strumenti finanziari dal decreto semplificazioni dell’anno scorso) e l’imposta proporzionale si applica per il periodo in cui le somme sono vincolate e non a disposizione del cliente.

IMPOSTA DI BOLLO

Da quest’anno è andata a regime l’imposta del bollo sui risparmi, che qualcuno ha definito una "mini-patrimoniale", con le aliquote aumentate del 50% – si è passati dall’1 all’1,5 per mille – e senza tetti massimi. Restano esenti soltanto i conti con giacenze medie inferiori ai 5.000 euro. L’aumento non riguarda i conti correnti, che non rientrano tra gli "strumenti finanziari", per i quali resta l’imposta fissa a 34,20 euro all’anno. Ecco le differenze rispetto all’anno scorso:
 

  2012 2013
 Conti correnti bancari e postali:    
 – con giacenza media inferiore a € 5.000 esenti esenti
 – con giacenza media superiore a € 5.000 € 34,20  € 34,20
 – intestati a persona giuridica  € 100  € 100
 Conti deposito

 0,1%
min: € 34,02
max: € 1.200

0,15%
min: € 34,02
nessun tetto max

L’imposta di bollo si calcola sulla somma del valore di tutti i prodotti intestati a uno stesso cliente presso il medesimo istituto (banca o compagnia assicurativa). Si paga in un’unica soluzione se c’è un solo invio annuale oppure suddiviso per il numero di comunicazioni effettuate nell’arco dell’anno.

TASSAZIONE DEGLI INTERESSI

La tassazione sulle somme in banca non si limita al bollo: come noto, sono soggetti a una ritenuta fiscale anche gli interessi maturati sui depositi bancari. Dal 2012, con l’introduzione dell’aliquota unica per la tassazione delle rendite finanziarie, questa tassazione è stata alleggerita (per entrambi i tipi di conto) passando dal 27 al 20%. (A.D.M.)

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