Condono fiscale: arriva la sanatoria dei debiti Equitalia?

Spunta l'ipotesi di una nuova sanatoria in mezzo al rientro dei capitali

 

 

SANATORIA VECCHI DEBITI EQUITALIA: LEGGI QUI GLI ULTIMI AGGIORNAMENTI

Secondo indiscrezioni di ambienti politici, il governo sarebbe intenzionato a ricorrere ad un nuovo condono fiscale. Una sanatoria che andrebbe a vantaggio non solo dei contribuenti, stretti fra crisi e morsa fiscale, ma anche delle casse erariali, messe a dura prova dai nuovi limiti di pignoramento imposti dal decreto del Fare (su tutti, il divieto di pignoramento della prima casa e i nuovi tetti massimi per le ipoteche e le esecuzioni forzate) e presumibilmente dalla recente sentenza della Corte Costituzionale che rischia di invalidare milioni di cartelle di pagamento. (Continua sotto)

E del resto, per quanto concerne Equitalia, la tendenza ad “andare incontro” ai contribuenti morosi si è già delineata nei mesi scorsi: col nuovo ravvedimento operoso, la riapertura dei termini delle dilazioni di pagamento per chi è decaduto dal precedente piano di rateazione e, infine, la sanatoria per i grossi evasori fiscali che, negli anni passati, hanno portato i capitali all’estero (la meglio nota “voluntary disclosure“).

In proposito va invece chiarito che quella che da più parti è stata definita una sanatoria per le cartelle fino a 300 euro non è affatto una sanatoria: l’articolo 1, comma 688, della legge di Stabilità (legge 23 dicembre 2014, n.190) prevede infatti che gli Enti creditori (Erario, Inps, Comuni, Enti territoriali) non debbano controllare le azioni svolte dagli Agenti della riscossione per recuperare le partite, di valore inferiore o pari a 300 euro, dichiarate non più esigibili. La norma si riferisce pertanto esclusivamente ai rapporti tra gli Enti pubblici creditori ed Equitalia, ma non ha alcun effetto sui debiti dei contribuenti e non esenta gli Agenti della riscossione dall’applicazione delle ordinarie procedure di legge.

Ora i tempi sembrerebbero maturi per un nuovo provvedimento “ammazza-debiti”, una boccata di ossigeno per le casse dello Stato che l’esecutivo potrebbe disporre previo via libera dell’Unione Europea. Si tratterebbe, in sostanza, di estendere la logica della voluntary discosure anche alle evasioni commesse all’interno del territorio nazionale: evasori pentiti che si presentano all’Agenzia delle Entrate, confessano di aver evaso l’imposta per “tot” euro e pagano spontaneamente, in cambio di un forte sconto e della cancellazione delle eventuali conseguenze penali.

AVVISAGLIE – Alcuni organi di informazione politico-economica hanno già ventilato l’ipotesi nei mesi scorsi, ipotizzando un probabile 30% quale quota per estinguere i propri debiti con Equitalia o, prima ancora dell’iscrizione a ruolo dei tributi, con l’Agenzia delle Entrate. E per chi non ha la possibilità di pagare neanche queste somme non resta che la carta del contenzioso, fattispecie in continuo aumento.

IL PERICOLO RICORSI – Inoltre, come accennato, una sanatoria potrebbe essere l’occasione per evitare la marea di ricorsi che, a breve, potrebbero essere presentati dai contribuenti a seguito della dichiarazione di incostituzionalità delle nomine di ben 1200 dirigenti del fisco, con relativa contestazione degli atti e delle cartelle esattorieli firmate da questi ultimi. Le rassicurazioni in merito del Ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, secondo cui le cartelle resterebbero valide, non convincono più di tanto.

SANATORIA VECCHI DEBITI EQUITALIA: LEGGI QUI GLI ULTIMI AGGIORNAMENTI

Condono fiscale: arriva la sanatoria dei debiti Equitalia?