I Comuni aprono la caccia all’evasore – L’anagrafe tributaria apre i propri archivi agli enti locali. Che potranno effettuare controlli incrociati per verificare chi non ha pagato tasse e imposte

L'anagrafe tributaria apre i propri archivi agli enti locali. Che potranno effettuare controlli incrociati per verificare chi non ha pagato tasse e imposte

 

L’anagrafe tributaria apre le porte ai Comuni e rende disponibili i dati su utenze elettriche, contratti di locazione, denunce di successione per immobili che si trovano all’interno dei rispettivi ambiti territoriali.

Gli enti locali potranno effettuare i controlli attraverso un canale preferenziale detto Siatel: si parte dalle utenze elettriche, ciò significa che potranno passare al setaccio circa 40 milioni di contribuenti. Sono in fase di caricamento i dati relativi a locazioni e dichiarazioni di successione.
La trasformazione dei Comuni in ispettori del Fisco è stata prevista dal provvedimento dell’Agenzia delle entrate del 3 dicembre 2007, confermato dalla manovra d’estate che tornata sulla necessità della collaborazione con gli enti locali alla lotta all’evasione.

I dati che l’Agenzia mette a disposizione non includono ancora i bonifici per le ristrutturazioni edilizie e i dati sulle utenze diverse da quelle elettriche. Ritardo dovuto al fatto che quest’ultime non sono ritenute particolarmente significative ai fini dell’accertamento.
In ogni caso già le informazioni che sono a disposizione dalla fine di settembre permetteranno ai Comuni di verificare se ci sono evasioni dei tributi locali. Infatti attraverso l’incrocio dei dati dell’anagrafe con quelli i loro possesso, gli eventuali accertamenti diventeranno molto più efficaci e semplici.

Invece è ancora in fase di messa a punto il pacchetto di norme che consentirà l’effettuazione delle segnalazioni dalla periferia al centro. Infatti secondo la manovra d’estate sia in tema di redditometro sia di residenze fittizie all’estero, i Comuni sono chiamati a fornire il loro contributo. Una collaborazione che si tradurrà in un beneficio sia per l’erario, sia per l’ente locale che potrà trattenere una parte dei tributi accertati.

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