Comuni: addio a Equitalia, cambia la riscossione dei tributi locali

I servizi di Equitalia cesseranno obbligatoriamente il 30 giugno ma i comuni possono abbandonarla anche prima. Sarà la fine delle ganasce fiscali e delle cartelle pazze?

Per qualcuno è la fine di un incubo. Equitalia, la società pubblica incaricata della riscossione dei tributi, smetterà di incassare per conto dei comuni. La cessazione obbligatoria e definitiva della sua attività per le imposte locali scatterà il 30 giugno 2013 ma le amministrazioni comunali possono trovare concessionari alternativi o riscuotere in proprio fin da subito. Un provvedimento che dovrebbe mettere – ma il condizionale è d’obbligo – la parola fine all’epoca delle “cartelle pazze“.

La data del 30 giugno è stata fissata dal decreto sugli enti locali (Dl 174/2012) che ha prorogato di 6 mesi la precedente scadenza prevista dal decreto “salva-Italia” il quale stabilisce che Equitalia Spa e la società Riscossione Sicilia Spa “cessano di effettuare le attività di accertamento, liquidazione e riscossione, spontanea e coattiva, delle entrate, tributarie o patrimoniali, dei comuni e delle società da essi partecipate”.

Comuni-Equitalia, divorzio immediato

Tuttavia, un emendamento allo stesso decreto sugli enti locali approvato in fase di conversione in legge, dà ai comuni la facoltà di lasciare Equitalia da prima: fin dal prossimo 1° gennaio potranno decidere di non usare più i suoi servizi e gestire in proprio la riscossione dei tributi o passare l’incarico a un altro esattore.

Sono in molti ad aspettare con ansia questo momento con la speranza di mettere fine a una gestione che si è attirata molte critiche: procedure lente che producono sensibili aumenti degli interessi sulle imposte dovute, una certa disinvolture nel ricorrere a strumenti di riscossione coatta (le cosiddette “ganasce fiscali“) anche per debiti di importo modesto e soprattutto il fenomeno delle cosiddette “cartelle pazze“, cioè con dati e importi richiesti sbagliati, spesso anche di molto, sulle quali peraltro il governo ha già varato un apposito Ddl di annullamento.

Ora il decreto enti locali deve concludere il suo iter in parlamento per diventare definitivamente legge. Ma salvo sorprese dell’ultim’ora dovrebbe essere imminente il ritorno dei comuni alla piena autonomia fiscale. (A.D.M.)

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