Vecchio codice fiscale verso l’addio

Allo studio un modello solo numerico che evita gli errori


Sedici caratteri alfa-numerici
, le consonanti del nome, date e qualche lettera che pare capitata lì per caso.
E’ il vecchio codice fiscale che adesso, dopo circa 40 anni, potrebbe andare in pensione.
Per il momento è solo di un’ipotesi allo studio della Sogei, il partner tecnologico dell’amministrazione fiscale.

Pare che con un ipotetico nuovo codice, solo numerico, sarebbe più facile evitare errori.
Il problema non è la memoria umana, quanto il fatto che il codice attuale è auto-generabile e di conseguenza riproducibile su Internet attraverso speciali programmi, che però non sempre ci azzeccano, specialmente quando incappano in doppi nomi. Si calcola che i codici errati in circolazione siano circa l’1% del totale, cioè 600mila.

Non solo, c’è anche il problema dell’omocodia, cioè di due o più persone con la stessa identità fiscale.
Perché si verifichi questo inconveniente è necessario che esistano omonimi nati nello stesso luogo e nello stesso giorno.
Sembra quasi impossibile, ma pare che ogni anno si verifichino circa 1200 casi di omocodia, per un totale di circa 25mila allo stato attuale.

Si tratta allora di semplificare, guardando soprattutto all’esempio dei Paesi scandinavi e tenendo conto che il codice auto-generabile è una peculiarità esclusivamente italiana.
Evitare errori ai contribuenti snellirebbe anche il lavoro dell’amministrazione.

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