Cinque per mille, con i tagli ricerca a rischio

Allarme delle associazioni. Per l’Airc la situazione è insostenibile

Nonostante le rassicurazioni del ministro per l’Economia, Giulio Tremonti, non si placano le proteste contro i tagli al cinque per mille. L’ultimo allarme arriva dall’Airc (Associazioni italiana per la ricerca sul cancro): “senza il 5 per mille la ricerca contro il cancro è a rischio”.

Desta preoccupazione il percorso parlamentare. Durante l’esame della legge di stabilità, la Camera ha dirottato 300 milioni di euro – sui 400 destinati dal 2007 a oggi alle associazioni non profit – ad altre voci di spesa.
Una decisione – a dire il vero – ridimensionata da Tremonti, “il finanziamento del 5 per mille è sicuro”, ha detto.
Ma ormai la Finanziaria è blindata e sarà approvato così com’è al Senato per evitare ulteriori ritardi, dunque per eventuali correzioni si dovrà attendere un nuovo provvedimento ad hoc.

Senza questo intervento la nuova legge di stabilità prevede di ridurre a 100 milioni di euro i fondi da destinare al “5 per mille” per l’anno 2011, con un taglio del 75% rispetto al 2010.
Per ora, secondo le associazioni, la situazioni è allarmante.
Solo per l’Airc ci sono in ballo 60 milioni di euro l’anno che – senza cambiamenti – saranno ridotti a 15. È un ridimensionamento del 75% destinato a colpire al cuore i programmi di ricerca. Progetti che l’Airc ha presentato anche per fare capire concretamente qual è la posta in gioco. Le nuove ricerche in partenza, grazie ai fondi arrivati dalla dichiarazione dei redditi 2008 di un milione e 200 mila italiani, sono cinque.

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