Crescono i prestiti per le case solari

Le banche aumentano l'offerta di finanziamenti per le ristrutturazioni volte al risparmio energetico


Offerta in aumento per i prestiti da destinare agli interventi di risparmio energetico sulle abitazioni. Si direbbe una nuova manna, dal momento che nelle ultime due Finanziarie era già arrivato dal Governo un “premio” con una detrazione del 55% alle ristrutturazioni per lavori volti a ridurre i consumi energetici degli edifici.

Ma in realtà finora gli onerosi costi iniziali necessari agli interventi (per installare i pannelli fotovoltaici sul tetto di un’abitazione media si parla di circa 20mila euro) hanno frenato molte persone, pur interessate.

Con l’obbligo, a partire dal luglio 2009, della certificazione energetica per la compravendita di tutte le abitazioni nuove o ristrutturate, l’avvio di alcuni lavori si renderà tuttavia necessario. E le banche ampliano di conseguenza l’offerta.

I finanziamenti sono legati a strumenti quali il Conto energia introdotto dal Decreto ministeriale 19 febbraio 2007. Tale sistema di rimborso segue generalmente passo per passo le fasi di realizzazione dell’impianto e consente al cliente di cominciare a pagare quando inizia effettivamente a ricevere dal gestore dei servizi elettrici i contributi per l’energia prodotta (circa 40-50 centesimi di euro per kW prodotto, a seconda dell’impianto).

Così, attraverso la canalizzazione degli incentivi o la cessione del credito alla banca, il contributo statale che entra nel conto corrente del cliente serve a coprire la rata del prestito. Considerando che la durata dei finanziamenti è in media attorno ai 12-15 anni, una volta rimborsato il debito al cliente restano l’utile dei contributi del Conto energia, erogati per 20 anni, e il risparmio sulla bolletta energetica per tutta la durata dell’impianto (in media 25 anni).

L’offerta spazia dai mutui chirografari o ipotecari ai prestiti personali. La grande maggioranza degli istituti arriva a finanziare il 100% delle spese, mentre il tasso è fisso o variabile. Non sempre è necessario, anche se può essere conveniente, avere un conto corrente nella banca a cui si chiede il prestito. In genere il periodo di preammortamento arriva a sei mesi, in modo che il cliente abbia il tempo per avviare le pratiche con il gestore e realizzare l’impianto.

In merito alle opere di ristrutturazione che godono del bonus al 55%, Intesa Sanpaolo ha lanciato il Prestito ecologico, un finanziamento dai 2.500 ai 75 mila euro della durata conmpresa fra i 2 e i 12 anni a un tasso nominale del 7,95%. Fra gli altri istituti anche Banca Sella e Bnl, rispettivamente con Finanziamento ecologico che copre fino al 100% della spesa con una durata di 15 anni a tasso fisso o variabile e Energia XI, fino a 75 mila euro, durata 10 anni a un tasso del 6,4%.

© Italiaonline S.p.A. 2021Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963

Crescono i prestiti per le case solari