Casa e fisco, le mani dei Comuni sul mattone

Da quest’anno il 30% dell’imposta di registro e bollo. Poi tassa di scopo aumentando l’Ici, infine l’arrivo dell’Imu con aliquote più alte

Gran parte dell’impianto del federalismo fiscale pone il mattone come motore del gettito fiscale. Gli enti locali trarranno, infatti, dalla casa molte delle risorse finanziarie del loro bilancio.

Già da quest’anno ai sindaci andrà il 30% delle imposte di registro e bollo sulle compravendite e la stessa quota delle ipocatastali e dei tributi speciali. Inoltre gli enti locali beneficeranno del 27,7% della cedolare secca sugli affitti, teoricamente in vigore, anche se manca l’attuazione dell’agenzia delle Entrate. Dal 2012, poi, i Comuni potranno adottare la cosiddetta tassa di scopo che ne primo biennio prenderà le forma di un’addizionale all’Ici.

Ma sarà il 2014, l’anno dell’entrata a pieno regime del fisco federale. Le amministrazioni comunali diranno addio all’Ici, sostituita dall’Imu che alzerà l’aliquota media di riferimento: 7,6 per mille anziché il 6,4 attuale. In compenso verrà cancellata l’Irpef sui redditi immobiliari, un cambio che dovrebbe agevolare le persone fisiche e penalizzare imprese e agricoltori.

© Italiaonline S.p.A. 2019Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963

Casa e fisco, le mani dei Comuni sul mattone