Canone Rai, l’esenzione diventa una beffa

Già riservata a uno sparuto gruppo di anziani, la mancanza del decreto di attuazione la toglie definitivamente di mezzo

 

Non bastavano le critiche per un’esenzione ristretta ad uno sparuto manipolo di cittadini, ora si aggiunge la beffa della mancanza del decreto attuativo. A poche ore dalla scadenza dei termini di pagamento.

La vicenda ha inizio lo scorso anno, quando un emendamento introdotto nella manovra introduce l’esenzione dal pagamento del canone, stabilendo, però, condizioni incredibilmente restrittive, nonostante le dichiarazioni propagandistiche del tipo “gli anziani non pagheranno il canone”.

Dal 2008 i soggetti con oltre 75 anni, pensionati che percepiscono l’importo massimo di 560 euro mensili e non coniugati, avrebbero potuto chiedere di non pagare l’imposta.
Sempre che l’anziano sia residente nell’appartamento in cui possiede l’apparecchio televisivo e non conviva con un figlio o un estraneo, tipo una badante.

Un provvedimento che avrebbe sicuramente interessato una trascurabile percentuale di cittadini. Ma, come detto, al danno ci aggiunge la beffa.
Perché questo? Semplice, l’articolo della Finanziaria prevede l’emanazione di un decreto in siano indicate le modalità di attuazione dello sconto. Provvedimento che, complice anche la crisi di governo, non si è ancora visto. E la scadenza dei termini di pagamento del canone è prevista per giovedì 31 gennaio.

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