Canone Tv, la Rai invita a pagare i possessori di computer

Nonostante i dubbi legislativi arrivano i solleciti. Insorgono le associazioni dei consumatori

La Rai ci prova. A molti possessori di computer stanno arrivando gli inviti a pagare il canone. Una mossa che non è piaciuta all’associazione dei consumatori. In particolare l’Aduc . l’Associazione per i diritti degli utenti e dei consumatori – che ha rivolta all’azienda richieste di spiegazioni, senza ottenere risposta.
La questione è questa: il possesso di un Pc configura l’obbligo di pagare il tributo? Dubbio che sembra avere anche l’ente preposto alla riscossione, ovvero l’agenzia delle Entrate. Tanto che ha girato il quesito al ministero dello Sviluppo economico.

In attesa di decisioni ufficiali, la Rai sta sollecitando a pagare il canone anche per i “computer collegati in rete (digital signage e similari)”. Scelta che ha mandato su tutte le furie l’Adoc: “Obbligare un’azienda a pagare un abbonamento tv per il solo fatto di avere dei pc è paradossale», ha commentato, “perché quei pc sono spesso meri strumenti di lavoro ormai indispensabili a qualunque attività lavorativa”.

Intanto per chi decide i rinunciare alla televisione, rammentino i passi per disdire il canone:
1) Guasto all’apparecchio Tv. Occorre richiedere il “suggellamento” dell’apparecchio. Questa operazione comporta anche il versamento di 5,16 euro (le vecchie 10.000 lire) con un vaglia postale (attenzione: vaglia, non conto corrente) allo stesso indirizzo sopra riportato. Potete poi procedere in due modi:
– se non avete il libretto di abbonamento, indicate nel vaglia la seguente causale: “per disdetta dell’abbonamento n. …. e conseguente richiesta di suggellamento” e spedite la ricevuta con raccomandata a.r. assieme alla lettera di disdetta;
– se avete il libretto di abbonamento, compilate la cartolina D (o B nei libretti più recenti) con l’intestazione “Denuncia di cessazione dell’abbonamento Tv”, barrando la casella 2 (richiesta di suggellamento) e riportando negli spazi bianchi il numero del vaglia e la data del versamento (oppure allegando la ricevuta del vaglia). Spedite sempre con raccomandata a.r.
Conservate sempre una fotocopia fronte/retro della cartolina o della lettera di disdetta, più la ricevuta del vaglia per l’utente.
In risposta a questa richiesta, potreste ricevere, in teoria, la visita di un funzionario Rai che infilerà il vostro televisore in un sacco e lo chiuderà con un inviolabile sigillo del Ministero, lasciandovi in soggiorno un singolare e ingombrante soprammobile. Ma state tranquilli, il rischio che ciò accada è molto remoto: la procedura di suggellamento infatti non viene mai messa in atto nella pratica.

2) Televisore viene buttato via. La procedura più comoda per liberarsi della Tv è comunque quella di rottamare l’apparecchio, facendolo prelevare dal servizio di ritiro rifiuti ingombranti della propria città o portandolo in una delle piattaforme ecologiche presenti sul territorio, e facendosi rilasciare una ricevuta di rottamazione.
In alternativa, si può dichiarare al SAT di aver regalato il televisore (tecnicamente di averlo “ceduto in comodato”) a un amico che sia già titolare di un abbonamento Rai, del quale occorre comunicare le generalità e l’indirizzo. La procedura non è “codificata”, ma poggia sulla norma (art. 27, comma 2, della legge 223/90) secondo cui il canone va pagato solo per il primo apparecchio; quindi se si posseggono più televisori (anche nella seconda casa, ad esempio) non è dovuta alcuna imposta aggiuntiva.

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