Canone Rai, la tassa più odiata. E si escogitano nuovi sistemi contro i tele-evasori

Il canone tv aumenta ancora e risulta il tributo più evaso. E fioccano le proposte per obbligare gli italiani a pagarlo. Dalle più concrete alle più fantasiose

Il più odiato dagli italiani. Il canone Rai detiene da tempo l’infelice primato tra i tributi italiani. E di conseguenza è anche la tassa più evasa. La Corte dei Conti, il controllore della finanza pubblica, stima che vengano sottratti alle casse dello Stato quasi 500 milioni all’anno di canone tv non versato. In alcune regioni come la Campania o la Sicilia i telecontribuenti che sfuggono al fisco sono quasi uno su due.

Nulla fa pensare che la situazione cambi quest’anno malgrado il solito spot della Rai in vista della scadenza di fine gennaio, che si fa più ingiuntivo e ci ricorda che il canone è un “tributo obbligatorio“. Inoltre il canone 2012 aumenta di 1,50 euro, arrivando a 112 euro: è il consueto adeguamento all’inflazione (che, chissà perché, vale per il canone ma non per le pensioni).

Per obbligare gli italiani a pagare per il servizio televisivo pubblico – o, più esattamente, per il semplice possesso di un televisore – fioccano da tempo le più svariate proposte. Alcune mirano a rendere “automatico” questo versamento. Altre vogliono invece abolire le possibilità “legali” per sottrarsi al pagamento.

Canone con la bolletta elettrica

Tra le idee più fantasiose ci fu quella avanzata dal ministro per lo Sviluppo economico dell’ex governo Berlusconi, Paolo Romani, in un’intervista al Corriere della Sera: pagare il canone con la bolletta della luce. “A tutti i titolari di un contratto di fornitura di elettricità – disse il ministro – sarà chiesto di pagare il canone perché, se uno ha l’elettricità, ha anche l’apparecchio tv. Chi non ha la televisione dovrà dimostrarlo e solo in quel caso non pagherà”. Con la stessa logica si potrebbe dire che se uno ha l’acqua potabile deve avere la piscina.

I dati all’acquisto

Un mezzo molto più concreto per scovare gli evasori del canone, in realtà, è già in vigore da tempo ma spesso la norma viene ignorata. All’acquisto di un nuovo televisore la Rai dovrebbe acquisire, tramite il negoziante, i dati dell’acquirente. Le obiezioni legate alla privacy erano già stata tolte di mezzo da una sentenza della Corte d’appello di Roma del 2010.

Il “suggello” fantasma

Una proposta viene anche dalla Corte dei conti che stima siano 12mila i contribuenti che ogni anno chiedono alla Guardia di Finanza di venire a suggellare” il loro televisore. E’ una pratica prevista da un regio decreto del 1938 (quando la tv ancora non esisteva, e infatti si applicava alla radio) tuttora in vigore per disdire il canone. Chi non vuole più utilizzare il suo apparecchio può chiedere che questo venga letteralmente insaccato e chiuso con un sigillo. Ma la Finanza, ha ben altro da fare che girare casa per casa a impacchettare televisori. Quindi la richiesta diventa di fatto un’auto-esenzione dal canone. E’ per questo che la Corte chiede l’abrogazione di questa pratica.

Se Sky e Premium fanno la spia

Sempre dalla Corte arriva anche una proposta più audace: quella di utilizzare gli elenchi degli abbonati alla pay-tv di Sky e di Mediaset Premium per scovare una bella fetta di possessori di tv nascosti. Naturalmente non sono dati che possono essere acquisiti d’ufficio e quindi bisognerebbe convincere le due emittenti a fornire i loro elenchi. Un modo per rendere ancora più insopportabile a molti il canone Rai. (A.D.M.)

Canone Rai, la tassa più odiata. E si escogitano nuovi sistemi contro...