Canone Rai in bolletta: perché sì e perché no

Dopo l'annuncio di Matteo Renzi non si placa l'onda lunga di polemiche. le difficoltà tecniche e costituzionali

La proposta di Matteo Renzi dell’inserimento in bolletta elettrica del canone Rai ha suscitato le reazioni più disparate. C’è chi l’appoggia incondizionatamente in nome della lotta all’evasione, e chi la boccia senza appello per dubbi di carattere costituzionale ma soprattutto tecnico/logistico. Vediamo in dettaglio le ragioni dei sì e dei no.

IL GOVERNO TIRA DRITTO – Nonostante il coro dei no anche da parte delle associazioni dei consumatori e le molte perplessità dal mondo industriale e politico, il Governo mantiene la rotta dritta verso l’attuazione di questo nuovo progetto. Rassicurazioni in merito arrivano, infatti, da Antonello Giacomelli, sottosegretario alle Comunicazioni, che assicura sull’operazione sottolineando come sarà istituito un tavolo a tre tra Tesoro, Ministero dello Sviluppo Economico e Authority per l’energia per risolvere i problemi.
Tra gli aspetti che saranno valutati, il costo finale del Canone e la forma di pagamento (unico o rateizzato). Fonti del Ministero assicurano, inoltre, che i possessori di seconde e terze case non dovranno pagare più canoni anche se nulla è stato ancora definito con certezza.

VANTAGGI – Due su tutti, sottolineati dalla parte del mondo politico d’accordo con la proposta: un calo dell’importo dovuto (si scenderebbe da circa 113 euro a 100 euro) ed un probabile azzeramento dell’evasione fiscale per quanto concerne il canone della tv pubblica.

PERPLESSITA’ – Le perplessità sull’idea del canone in bolletta, ieri, sono state messe sin troppo chiaramente sul piatto dalla presidente dell’Enel, Patrizia Grieco. “Mi sembra una cosa molto difficile da realizzare, sia tecnicamente, che per i sistemi di fatturazione, che per problemi giuridici”, ha esordito la Grieco, che poi ha concluso: “Non so se questi problemi siano risolvibili o meno”. Insomma, una voce importante dell’Enel si leva contro la proposta di Renzi, rischiando di produrre nel presidente del consiglio qualche sentimento di disappunto. Anche perchè l’amministratore delegato di Enel, Francesco Starace, è amico di Marco Carrai e considerato un renziano di ferro.
Perplessità anche sul fronte Assoelettrica dove il presidente Chicco Testa sottolinea l’impossibilità di questa strada. Per Assoelettrica, infatti, i produttori di energia non possono trasformarsi in esattori per recuperare il Canone della RAI in quanto è un compito che non li compete. Inoltre, Testa sottolinea come non tutti i possessori di un televisore sono possessori di un contratto elettrico e non tutti i possessori di un contratto elettrico sono possessori di un televisore. Polemiche arrivano anche dal mondo politico dove si critica anche lo sconto risicato proposto dal Premier Renzi. Per rendere accettabile il Canone ed abbattere l’evasione, il costo della tassa, secondo Enrico Zanetti, sottosegretario all’economia, dovrebbe calare almeno ad 85 euro.

L’attuazione del progetto di portare il canone in bolletta a partire dal 2016 appare, dunque, ancora tutta in salita. Il governo si dice fiducioso, ma la situazione ricorda da vicino quella dellorso anno, quando alla fine il Governo dovette rimandare il progetto.

Leggi anche:
Canone Rai: 100 euro nella bolletta elettrica
Come non pagare il canone Rai (in attesa della riforma)
Le insidie del canone Rai in bolletta: costi aggiuntivi fino al 15%

Bollette luce e gas più care da ottobre: ecco perché

© Italiaonline S.p.A. 2020Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963

Canone Rai in bolletta: perché sì e perché no