Canone Rai in bolletta bocciato dal Consiglio di Stato: cosa succede ora

Necessaria documentazione supplementare per il parere del Consiglio di Stato

Giovedì 14 aprile il Consiglio di Stato, chiamato per legge a dare un parere prima della promulgazione, ha clamorosamente bocciato il decreto che regola il Canone Rai inserito nella bolletta elettrica.

I giudici hanno sollevato obiezioni sul merito e sulla forma del decreto, che “manca una precisa definizione di apparecchio tv” oltre a presentare “scarsa chiarezza” e problemi per quanto concerne la privacy. (QUI TUTTI I RILIEVI DEL CONSIGLIO DI STATO AL DECRETO).

Segnalando queste “criticità”, il Consiglio di Stato invita quindi l’amministrazione a rivedere il regolamento sul canone Rai in bolletta, sospendendo il proprio parere in merito. In pratica, non ha potuto dare il parere richiesto a causa della scarsa chiarezza formale del decreto, rinviandolo al governo per una riscrittura.

Nell’espletamento della sua funzione consultiva, il Consiglio di Stato fornisce pareri circa la regolarità e la legittimità, il merito e la convenienza degli atti amministrativi dei singoli ministeri, del Governo come organo collegiale o delle Regioni. I giudici di Palazzo Spada chiedono dunque documentazione supplementare per poter rendere il loro parere. Senza il via libera del Consiglio di Stato, non sarà possibile pubblicare in Gazzetta Ufficiale il decreto e avviare quindi tutti gli adempimenti collegati per arrivare con la prima tranche del versamento nella bolletta elettrica dal 1° luglio.

GOVERNO: “NON E’ UNA BOCCIATURA” – L’impressione è che il Governo voglia evitare il muro contro muro, ed il sottosegretario Giacomelli ha subito teso una mano al Consiglio di Stato: “Quella del Consiglio di Stato non è affatto una bocciatura ma un utile suggerimento di integrazioni e chiarimenti peraltro assolutamente nella prassi dei pareri del Consiglio stesso – ha detto Giacomelli – mi pare singolare trasformare nella comunicazione i pareri e i contribuito consultivi che servono esattamente a migliorare il testo e che sono accolti da noi con spirito costruttivo in una inesistente bocciatura”.

CODACONS – Decisamente più agguerriti i consumatori: per il Codacons i giudici di Palazzo Spada oggi hanno “confermato pienamente i tanti dubbi del Codacons sulla legittimità del canone Rai in bolletta, ravvedendo le stesse criticità sollevate dalla nostra associazione”.
“Come conseguenza del parere del Consiglio di Stato – spiega l’associazione dei consumatori – non sarà possibile inserire il canone in bolletta, almeno fino a che non saranno superate le pesanti criticità rilevate». Il Governo deve quindi ora «sospendere il decreto e apportare tutte le correzioni richieste dai giudici. L’unica cosa certa in mezzo ai tanti dubbi e alla totale mancanza di informazioni per i cittadini, è che sul canone Rai in bolletta regna il caos più totale, motivo per cui il Governo farebbe bene a rinunciare del tutto al provvedimento”, conclude il presidente del Codacons Carlo Rienzi.

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