Canone Rai, vecchi e nuovi mezzi per combattere l’evasione

Abolire le pratiche che facilitano l'evasione e introdurre nuovi tipi d'indagine. Usando Sky e Mediaset come "delatori"

Il più odiato dagli italiani. Stiamo parlando del canone Rai, la “tassa” più evasa. La Corte dei Conti, il controllore della gestione finanziaria pubblica, stima che vengano sottratti alle casse dello Stato quasi 500 milioni all’anno di canone tv non versato. In alcune regioni come la Campania o la Sicilia i tele-contribuenti che sfuggono al fisco sono quasi uno su due. Un livello che la Rai, con i suoi 80 milioni di perdite all’anno, non può più permettersi. E le varie proposte per rendere “automatico” questo versamento non sono mai diventate operative.

E così la stessa Corte invoca rimedi drastici proponendo di abolire alcune misure superate che facilitano l’evasione anziché combatterla, di applicare concretamente le altre e di introdurne di nuove che potrebbero non lasciare scampo a molti teleutenti.

Il “suggello” fantasma

E’ un trucco molto utilizzato. La Corte dei conti stima che siano 12mila i contribuenti che ogni anno chiedono alla Guardia di Finanza di venire a “suggellare” il loro televisore. E’ una pratica prevista da un regio decreto del 1938 (quando la tv ancora non esisteva, e infatti si applicava alla radio) tuttora in vigore per disdire il canone. Chi non vuole più utilizzare il suo apparecchio può chiedere che questo venga letteralmente insaccato e chiuso con un sigillo. Ma la Finanza, ha ben altro da fare che girare casa per casa a impacchettare televisori. Quindi la richiesta diventa di fatto una auto-esenzione dal canone. E’ per questo che la Corte chiede l’abrogazione di questa pratica.

I dati all’acquisto

La legge lo prevede già ma spesso la norma viene ignorata. All’acquisto di un nuovo televisore la Rai dovrebbe acquisire, tramite il negoziante, i dati dell’acquirente. Le obiezioni legate alla privacy erano già stata tolte di mezzo da una sentenza della Corte d’appello di Roma dell’anno scorso.

Sky e Premium fanno la spia

La proposta più audace della Corte è quella di utilizzare gli elenchi degli abbonati alla pay-tv di Sky e di Mediaset Premium per scovare una bella fetta di possessori di tv nascosti. Naturalmente non sono dati che possono essere acquisiti d’ufficio e quindi bisognerebbe convincere le due emittenti a fornire i loro elenchi. Un modo per rendere ancora più insopportabile a molti il canone Rai. (A.D.M.)

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