Canone Rai: 100 euro nella bolletta elettrica. Ma le aziende si ribellano

Renzi annuncia per la seconda volta la riforma del canone, ma è un coro di 'no'

Dopo il dietrofront dello scorso anno, il governo torna alla carica col progetto di inserimento del canone Rai nella bolletta elettrica. Davanti alle telecamere di ‘In mezzora’, il premier Matteo Renzi ha annunciato che si pagheranno 100 euro l’anno in bolletta (forse quella elettrica) che saranno destinati al servizio pubblico tv, 13 euro in meno dell’attuale tassa. Insomma, il canone Rai non sarà più tale. Dice Renzi: “Dal prossimo anno ci sarà una riduzione del canone e diciamo che lo devono pagare tutti: credo che lo strumento che verrà scelto sarà la bolletta. Le tasse le abbassiamo e le pagano tutti e chi è onesto paga meno”, ha chiosato.

IL NO DELLE AZIENDE – Tuttavia, le dichiarazioni di Renzi non sciolgono tutti i dubbi che avevano fatto fare dietro front al Governo proprio l’anno scorso. La possibilità di inserire la tassa nella bolletta elettrica aveva, infatti, fatto storcere il naso a molti. Spiega Chicco Testa, presidente di Assoelettrica: «Mettere il canone Rai in bolletta resta un gran pasticcio, restiamo contrari. In questo modo il consumatore non saprebbe infatti più cosa sta pagando e noi non riusciremo più a fare il nostro mestiere». A suo parere, infatti, «è un errore considerare che chi è titolare di un contratto elettrico possieda anche una tv e viceversa. Non accettiamo che la bolletta, che già ha un 50% di voci non connessi alla fornitura di energia, possa contenere altre cose. Così la bolletta diventa un vagone pieno di cianfrusaglie, che trasporta di tutto e il consumatore non sa più cosa paga”. Ci sono poi i problemi legati alla privacy e di quelli, forse ancora più grandi, legati ai possibili futuri contribuenti morosi. Se un utente non paga il canone cosa succede? E’ immaginabile arrivare al distacco delle forniture per il mancato pagamento di importi che nulla hanno a che vedere con la fornitura elettrica, col rischio di incorrere nel reato di interruzione di pubblico servizio? Per Assoelettrica “come misura anti-evasione anche questa denota molte criticità legali ed applicative e nulla cambierebbe rispetto al passato, se non l’introduzione di ulteriori costi e rischi aggiuntivi per i venditori di elettricità, che inevitabilmente non potranno non riflettersi nelle bollette”. Più duro l’Istituto “Bruno Leoni” (think tank di idee per il libero mercato): questa ipotesi “è un mostro giuridico”. Ostacoli e mostri a parte, una riforma arriverà perché il governo ha promesso di stanare i furbetti del canone.

MEF – Al Mef giudicano l’operazione con un certo ottimismo. Se è vero, infatti che a 15,6 milioni di paganti verrebbero fatti risparmiare 13 euro, per un costo di 200 milioni circa, l’evasione totale – stima l’ultimo bilancio Rai – ne vale 500, dunque il saldo sarebbe positivo. Giuridicamente, tuttavia, la norma è ancora tutta da scrivere, ma quel che è certo è che la Rai, con il nuovo sistema, diventerà sempre più collegata al governo, alla legge di Stabilità, dunque agli ‘umori’ dell’Esecutivo di turno. Non certo un buon viatico per l’autonomia e l’indipendenza di viale Mazzini come sottolinea anche il presidente della Vigilanza, lo stellato Roberto Fico: “Che sia di 100 euro o di 113 non cambia nulla, il vero punto è e resta l’indipendenza della Rai. Renzi chiede 100 euro ai cittadini, ma è quasi un finanziamento occulto ai partiti politici tramite canone”.

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