Brindisi di saluto al 2019 e scatta l’era della fattura elettronica

(Teleborsa) – Con il primo “minuto secondo” del 2019 l’Italia è entrata nell’inedita era della fatturazione elettronica. Da quell’attimo, aziende, professionisti, artigiani, ovvero quanti titolari di partita Iva che risiedono nel Paese, sono obbligati ad abbandonare il sistema di fatturazione cartacea e potranno emettere solo questi documenti in formato elettronico. Una vera e propria rivoluzione, che coinvolge anche quanti dovranno riceverle, obbligati a dotarsi degli strumenti necessari per ottenere i “documenti”. La fattura potrà essere emessa entro 10 giorni dalla consegna del bene o dalla prestazione del servizio, senza incorrere in sanzioni.

Il nuovo sistema riguarda milioni di persone cosiddette comuni, oltre 2,8 milioni di micro e piccole imprese e 4500 grandi aziende. Ora tutti devono sottostare a precise regole utilizzando lo speciale formato Xmi, il che darò modo all’Agenzia delle Entrate di verificarne autenticità e correttezza formale. “Correttezza formale” peraltro legata alla firma digitale, d’obbligo solo nelle fatture verso la Pubblica Amministrazione. I controlli saranno accurati e generalizzati e la mole di “fatture” imponente: 3 miliardi di “documentazioni elettroniche2 previste nel 2019. Inevitabile almeno una certa confusione e caos nella messa in moto di una macchina tanto complessa. L’innovazione fa dell’Italia il primo Paese con la fatturazione elettronica nella Pa e per le imprese.

L’oobbligo di di emettere fattura elettronica non riguarda soggetti di minori dimensioni, ovvero di quanti si avvalgono del “Regime di vantaggio” (decreto legge 98 del 2011), del “Regime forfettario” (legge 190 del 2014), i produttori agricoli (Dpr 633 del 1972), le operazioni di commercio al minuto (sempre ai sensi del Dpr 633 del 1972), le operazioni con soggetti esteri. Sono fuori dal regime della fatturazione elettronica anche quanti inviano i dati al Sistema Ts (della Tessera Sanitaria), come medici, odontoiatri, oculisti, farmacisti, veterinari.

Per rilasciare fattura elettronica, che riguarda anche la più semplice prestazione di lavoro, come l’elettricista che interviene su uno degli interrutori di casa, si potrà utilizzare uno dei tre strumenti gratuiti che l’Agenzia delle Entrate ha predisposto sul proprio sito web nella sezione F”atture e corrispettivi”. Gli strumenti consistono in una procedura appunto via web, oppure in una app gratuita (“FatturAE”, disponibile per i sistemi Android e iOs), oppure in un apposito software da installare nel computer prima dell’uso.

Naturalmente sono disponibili anche strumenti informatici a pagamento realizzati per tempo da numerose aziende che non si son certo lasciata scappare l’opportunità di un potenziale considerevole business. Sistemi in buona parte dei casi più sofisticati ma al tempo stesso relativamente più facili per gli utilizzatori meno esperti.

Per la preparazione e l’inoltro, si può, in ogni caso, sempre delegare un intermediario, come una società informatica, il commercialista di fiducia, il Caf e tutte le altre figure autorizzate dal Dpr 322 del 1998. A questi uesti intermediari dovrà essere sottoscritta una delega piena per l’emissione e la conservazione delle fatture elettroniche compilando il modello di delega approvato dall’Agenzia delle Entrate il 5 novembre scorso.

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