Bonus fiscali, arriva il primo taglio. Il 95% dei contribuenti minimi perde la partita Iva ‘povera’

La manovra di luglio ha messo la data di scadenza sul "forfettone". Dal 1° gennaio mezzo milione di contribuenti minimi perde l'agevolazione. Ecco il nuovo regime

Poveri e con data di scadenza. E’ la triste sorte prevista dalla manovra di luglio (il primo dei due provvedimenti economici dell’estate) per i contribuenti “minimi”, cioè quei lavoratori autonomi o imprese individuali che in virtù di un giro d’affari ridotto beneficiavano di una partita Iva agevolata. Un regime agevolato che doveva essere a tempo indeterminato (finché sussistevano certe condizioni) e che invece dal prossimo 1° gennaio riceve una drastica sforbiciata. Una prova generale dei tagli alle agevolazioni fiscali che seguiranno.

A essere tagliati fuori dal regime agevolato sarà oltre il 95% degli attuali beneficiari: si passerà da quasi mezzo milione di contribuenti a soli 21mila. Attualmente a beneficiare del cosiddetto “forfettone – aliquota Irpef secca del 20%, niente Iva e obblighi contabili ridotti al minimo – sono per lo più professionisti (oltre il 35%), commercianti (12,5%) e imprese delle costruzioni (11%). Il requisito richiesto è non avere un reddito lordo non superiore a 30.000 euro all’anno.

Dal 2012 una tassazione “stracciata” ma per pochi

Dal prossimo anno al suo posto verrà introdotto una nuova agevolazione fiscale ma con caratteristiche diverse e soprattutto con un limite temporale. In sintesi il nuovo regime si applica per un massimo di 5 anni (non più a tempo indeterminato):

  a chi apre una partita Iva dal 1° gennaio 2012 o

  a chi l’ha aperta a partire dal 1° gennaio 2008 (il che significa che per i “minimi” della prima ora l’agevolazione decade a fine 2012)

In cambio di questo drastico colpo di accetta, per nuovi minimi l’agevolazione sarà più ghiotta: l’imposta forfettaria che sostituisce Irpef, Irap e addizionali passa dal 20 e 5%. Per cinque anni dunque – sempre se non si supera il tetto di fatturato di 30mila euro – si può beneficiare di una tassazione molto ridotta.

Restano invariate le altre regole:

  l’esenzione dall’Iva, che non deve essere inserita in fattura né versata al fisco;

  le altre varie semplificazioni burocratiche: esonero dall’obbligo delle scritture contabili  e degli elenchi clienti e fornitori, nonché della comunicazione annuale Iva.

Per la grande maggioranza del popolo delle partite Iva “povere” che sarà costretta ad abbandonare l’agevolazione la legge prevede una sorta di “atterraggio morbido” rinviando la cessazione del regime agevolato all’anno successivo a quello della perdita dei requisiti. Dopodiché le scelte saranno solo due: continuare l’attività con la tassazione alle aliquote ordinarie oppure chiudere la baracca. (A.D.M.)

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