Bollo auto addio: la mossa di Renzi e il nodo coperture

La tassa sulla proprietà delle auto sarà cancellata tra qualche mese

La Legge per TuttiCon molte probabilità, già a partire dal prossimo anno, non saremo più chiamati a pagare il bollo auto, che sarà così cancellato dall’elenco delle tasse che gravano sugli italiani.

CAMPAGNA ELETTORALE – Come Berlusconi, tre anni fa, durante la campagna elettorale, in odor di sconfitta nei sondaggi, aveva promesso l’abolizione della tassa sulla prima casa, anche Renzi ha estratto il suo asso dalla manica e dichiara: con la prossima legge di Stabilità (dicembre 2016, n.d.R.) potrebbe scomparire il bollo auto. Forse la cancellazione di una delle imposte più odiate dagli italiani non sarà immediata, e seguirà piuttosto una progressione, iniziando da determinate categorie per poi estendersi a tutte, o forse interesserà inizialmente solo i passaggi di proprietà, ma di fatto gli italiani si libereranno dall’odioso balzello.

PROBLEMA COPERTURE – Come avverrà l’abolizione del bollo auto? E soprattutto, a fronte di quale altro sacrificio? Questo non è dato saperlo, ma il dubbio è più che legittimo, posto che le Regioni traggono, dall’imposta sulla proprietà delle auto, una delle proprie principali entrate. E dunque è lecito interrogarsi su cosa chiederanno in cambio gli assetati e sempre in perdita enti locali italiani. Il che potrebbe anche voler dire «Come si chiamerà, dopo che sarà eliminato, il “nuovo” bollo auto?». L’esperienza insegna: c’era una volta l’Imu che, dopo la sua abrogazione, è comparso con le sembianze del fantasma “Tasi”. C’era una volta la Tasi che, con la sua cancellazione, è tornata sotto le vesti di aumenti delle tasse locali (Tari su tutte), delle tariffe di luce e gas e delle rette degli asili (che hanno, di fatto, azzerato il beneficio della cancellazione della tassa sulla prima casa).
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Intanto Renzi ha già radunato il suo staff: “Serve qualcosa di nuovo e popolare”, va in giro a dire il Premier. Gli italiani si sono già “assuefatti” a tutte le riforme fatte in poco meno di due anni; gli 80 euro in busta paga non sono serviti quasi a nulla. E che l’asso della manica sia proprio la cancellazione del bollo auto – cavallo di battaglia da più legislature – non è neanche una grossa sorpresa. Della sua abolizione si parla, con insistenza, già da un anno e, anzi, non c’è chi si aspettava che, proprio nella appena approvata legge di Stabilità, ci sarebbe stata qualche misura di “contenimento” dell’imposta. Che invece, come noto, non c’è stata e, anzi, si è adottata una scelta di maggior rigore, con la cancellazione dell’esenzione per le auto storiche (quelle tra i 20 e 30 anni di età).

Ci sono molti italiani, ad oggi, che preferiscono attendere la prescrizione dei tre anni del bollo auto, piuttosto che le promesse del Governo. Ma c’è anche chi, per non averlo pagato, ha subìto il fermo amministrativo di Equitalia. Ed è proprio questo lo spauracchio che rende così invisa l’imposta sull’auto e che potrebbe portare, l’attuale Consiglio dei Ministri, a rivederne termini e forme di pagamento.

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