Benzina, aumenta l’accisa. Un centesimo in più al litro per finanziare la cultura

Scatta il mini-aumento sui carburanti. Sostituisce la tassa sul biglietto del cinema. Le associazioni dei consumatori si ribellano ma non tutti sono d'accordo. Di' la tua

Già annunciato da qualche settimana, scatta ora l’aumento dell’accisa (l’imposta sulla fabbricazione e la vendita) per la benzina e il gasolio. Lo ha comunicato il sito dell’Agenzia delle Dogane. L’aumento è di a 0,73 centesimi al litro (0,9 centesimi compresa l’Iva) su tutti i carburanti. Che significa un aumento medio di 35-40 centesimi a pieno.

E’ il primo degli aumenti programmati fino al 2014 dall’art. 1 del cosiddetto decreto “Omnibus” e servirà a finanziare la cultura: in particolare i 149 milioni di euro per il Fondo unico per lo spettacolo, gli 80 milioni per la conservazione dei beni culturali e i 7 milioni per gli enti e le istituzioni culturali. Un prelievo più leggero ma più diffuso rispetto alla tassa di 1 euro sui biglietti del cinema inizialmente proposta e poi sostituita, per l’appunto, dall’aumento dell’accisa sui carburanti.

In teoria questo aumento non dovrebbe comportare automaticamente un rialzo del prezzo alla pompa. In pratica, invece, è assai probabile che si trasferirà per intero nelle tasche degli automobilisti.

Il riflesso condizionato delle associazioni consumatori

La cosa ovviamente ha fatto insorgere le associazioni dei consumatori. Il Codacons ha già annunciato che farà ricorso al Tar del Lazio per chiedere l’annullamento del provvedimento “per i danni gravi e irreparabili che esso produce alla collettività”. Secondo l’associazione dei consumatori, “allo stato attuale dei listini, e grazie al rincaro delle accise, il caro-benzina avrà ripercussioni pari a +310 euro a famiglia su base annua”.

Al di là dell’attendibilità della stima finale, che francamente pare un po’ “gonfiata”, resta da capire se la reazione “pavloviana” delle associazioni dei consumatori sia giustificata o non possa in questo caso cedere il passo, più pragmaticamente, a una valutazione costi/benefici. Cioè se per sostenere la cultura, in un periodo di tagli indiscriminati, non sia giusto pagare poco di più ma tutti. (A.D.M.)

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