Manovra, è braccio di ferro sull’Iva

Prende piede l'ipotesi di 'ritoccare' l'Imposta valore aggiunto, con l'obiettivo di permettere l'alleggerimento del "contributo di solidarietà". Ma l'aumento solleva molte perplessità

E’ scattata la corsa a ostacoli della manovra bis in Senato e dopo una settimana di ipotesi allo studio e presunte proposte di modifica, l’ipotesi di “ritoccare” l’imposta valore aggiunto (Iva) prende sempre più piede.
I tempi sono stretti, perchè l’obiettivo è arrivare in Aula il 5 settembre, ma la fase clou sarà probabilmente la prossima settimana, con il voto sugli emendamenti.

L’aumento dell’Iva è un’altra proposta, come le pensioni, condivisa da frondisti del Pdl e Udc, anche in questo caso in sintonia con gli industriali e la Cisl. Porterebbe in cassa 6 miliardi e, con le nuove misure sulla previdenza, permetterebbe anche di alleggerire il controverso contributo di solidarietà. Il timore condiviso da molti, però, è che possa avere un effetto depressivo sui consumi.
Le ipotesi avanzate sull’intervento che innalzerebbe il balzello dell’Iva sono diverse: il ritocco potrebbe essere di 1 punto percentuale, forse solo sulle due aliquote più alte (quella del 20 e del 10%, lasciando intatta l’Iva del 4%). In alternativa, si configura un aumento di mezzo punto spalmato su tutte le aliquote (esclusa quella super-agevolata del 4 per cento), o ancora potrà essere concentrato in misura più robusta sui beni di lusso, per non penalizzare i consumatori medi.

Quale che sia la scelta, la schiera dei contrari è molto folta. In primis ci sono i commercianti che, allarmati dall’annuncio, hanno dichiarato che l’aumento di un punto percentuale produrrebbe “effetti depressivi all’intero sistema economico, affosserebbe i consumi e ridurrebbo di oltre un punto percentuale il Pil, azzerando le già basse previsioni di crescita della nostra economia”. Contrari anche il ministro del Turismo Brambilla, mentre da ultimo si è aggiunto l’amministratore delegato di Fiat Sergio Marchionne, che a margine del meeting di Cl a Rimini, ha dichiarato “qualsiasi aumento delle tasse avrà un impatto sull’auto e sui consumi”.
Il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, esprime ‘perplessità’ sull’innalzamento dell’Iva, che sarebbe “una questione da discutere”, mentre l’Italia dei Valori fa sapere per voce di Antonio Borghesi “Se si vuole modificare l’Iva, lo si faccia sui beni di lusso: è giusto che chi più ha, più paghi allo Stato”.

Manovra, è braccio di ferro sull’Iva