Iva, dal 1° ottobre scatta l’aumento al 22%. Ecco quanto ci costa

Governo orientato ritoccare l'imposta e dare priorità al taglio delle tasse sul lavoro. Ecco come ci colpirà

Ormai nessun rinvio sembra più possibile, con tutta probabilità l’Iva verrà ritoccata dal 21% al 22% a partire dal primo di ottobre, dopo che il Governo le ha provate tutte per evitare una misura considerata depressiva per i consumi. Lo avrebbero deciso, secondo indiscrezioni, il Presidente del Consiglio Letta ed il Ministro dell’Economia Saccomanni dopo un vertice a Roma con Olly Rehn, il Commissario europeo in visita nella capitale italiana per un’audizione in Parlamento.

 

Dopo un primo rinviio alla fine di giugno, dietro le probabili insistenze di Bruxelles il Governo avrebbe ora deciso di rinunciare ad un ulteriore congelamento. Il blocco dell’Iva fino alla fine dell’anno verrebbe a costare un miliardo di Euro, cui andrebbero sommati i 4 necessari per l’anno prossimo e i 2 attualmente scoperti dopo l’eliminazione del saldo di dicembre dell’Imu.

 

Venerdì l’esecutivo presenterà il Def, il documento di economia e finanza, che avrà a questo punto come assoluta priorità –  oltre al mantenimento del rapporto deficit/pil sotto il 3% – il reperimento di risorse per tagliare le tasse sul lavoro, il capitolo in cima all’agenda economica insieme all’Iva.

 

QUANTO CI COSTA – L’aumento di un punto dell’aliquota ordinaria, dal 21 al 22% (mantenendo invariate quelle del 10% e del 4%) si teme possa avere un impatto funesto sulla già vulnerabile ripresa economica dell’Italia e rischia di avere ripercussioni preoccupanti sui portafogli delle famiglie italiane.

L’incremento dell’imposta andrebbe a colpire la maggior parte dei beni e dei servizi, rivelandosi un’arma a doppio taglio: pur avendo come obiettivo l’aumento del gettito nelle casse dello Stato, rischia di contrarre ulteriormente i consumi degli italiani. I cittadini subirebbero un rincaro dei prezzi stimato da Confcommercio pari allo 0,3 – 0,4%, con un conseguente calo dei consumi, contrazione del reddito e, infine, riduzione dell’occupazione nel settore del commercio di 10.000 posti di lavoro e 26mila imprese potrebbero chiudere i battenti entro fine anno.

E come inciderà il nuovo onere sulle famiglie italiane? A questo proposito la Cgia di Mestre lancia un ulteriore allarme: gli aggravi maggiori andranno a colpire le retribuzioni più basse e le famiglie con più figli.

In termini assoluti – spiega il centro sudi dell’associazione di Mestre – se ci sarà l’aumento dell’Iva, saranno i percettori di redditi elevati a subire l’aggravio di imposta più pesante. Ma se si confronta l’incidenza percentuale sullo stipendio netto annuo di un capo famiglia, la situazione si "trasforma completamente".
e l’aumento Iva peserà "maggiormente sulle retribuzioni più basse e meno su quelle più elevate". A parità di reddito, "i nuclei famigliari più numerosi subiranno gli aggravi maggiori".

Ipotizzando che i comportamenti di consumo delle famiglie italiane rimangano immutati, la CGIA ha stimato che per un nucleo costituito da 3 persone l’aggravio medio annuo sarà di 88 euro. Nel caso di una famiglia di 4 componenti, l’incremento medio annuo sarà invece di 103 euro.
 

Stima degli effetti dell’incremento di un punto dell’IVA (dal 21 al 22%) per una famiglia di 4 componenti (marito, moglie e 2 figli a carico)

Stipendio netto mensile
(euro)

maggiore IVA
annua
(euro)

Incidenza % aumento IVA
su stipendio netto annuo

1.380
+61
0,34%
1.583
+69
0,33%
1.793
+76
0,33%
1.984
+80
0,31%
2.383
+97
0,31%
2.777
 +113 0,31%
2.971
+120
0,31%

Elaborazione: Ufficio Studi CGIA di Mestre su dati ISTAT 

Nota: Si è ipotizzata una propensione al risparmio nulla per la prima fascia di reddito. Pari al 2,05% per un reddito di 20.000 euro. Del 4,1% per quella da 25.000 euro e del 8,2% per le rimanenti fasce di reddito. Lo stipendio netto mensile è stato calcolato ipotizzando 13 mensilità uguali.

Quali consumi colpisce il rincaro IVA? Sempre la Cgia di Mestre fornisce l’elenco completo dei beni e servizi interessati dall’aumento. Ecco i prodotti colpiti:

• Vino, Birra;
• Abbigliamento, Calzature, Riparazioni di abbigliamento e calzature;
• Elettrodomestici, Mobili, Articoli di arredamento, Biancheria per la casa, Servizi domestici, Riparazioni di mobili, elettrodomestici e biancheria;
• Detersivi, Pentole, posate ed altre stoviglie, Tovaglioli e piatti di carta, contenitori di alluminio, Lavanderia e tintoria;
• Acquisto di auto, Pezzi di ricambio, olio e lubrificanti, Carburanti per veicoli, Manutenzione e riparazioni;
• Giochi e giocattoli, Radio, televisore, hi-fi e videoregistratore, Computer, macchine da scrivere e calcolatrici, Cancelleria, Piante e fiori, Riparazioni radio, televisore, computer, ecc.;
• Prodotti per la cura personale, Barbiere, parrucchiere, istituti di bellezza, Argenteria, gioielleria, bigiotteria e orologi, Borse, valigie ed altri effetti personali, Onorari liberi professionisti.

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