Arriva la tassa sui viaggi. Finanzierà le città metropolitane

Chi deciderà di viaggiare su aerei o navi in partenza dalle grandi città dovrà pagare un’imposta aggiuntiva

Una tassa sui viaggi per finanziare le città metropolitane; è l’ultima misura messa nero su bianco dall’Associazione dei Comuni, e ora ufficialmente inserita nelle proposte di emendamento al decreto “Enti Locali”. Ora, quando le Camere saranno chiamate a convertire in legge il decreto governativo, dovranno decidere l’approvazione di questo nuovo balzello che, peraltro, si prospetta ancora più incisivo rispetto a quanto ipotizzato lo scorso marzo.

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LE CITTA’ METROPOLITANE – La tassa servirà a coprire il deficit che le neocostituite città metropolitane hanno ereditato dalle Provincie: a rimettere, dunque, i conti a posto dopo gli sperperi dei vecchi enti locali ora cancellati, dovranno provvedere (come sempre) i contribuenti. In che modo? Chi si metterà in viaggio, a partire dal 1° ottobre, con nave o areo, pagherà un importo aggiuntivo da un minimo di 1 euro a un massimo di 2 euro, a discrezione dell’ente locale. (Continua sotto)

PORTI E AEROPORTI – A pagare saranno quasi tutti gli italiani: non solo, infatti, quelli che si imbarcheranno (per gli aerei) o sbarcheranno (per le navi) da una delle città metropolitane, ma anche da un’altra città situata nella stessa regione di appartenenza della città metropolitana, ma fuori del rispettivo confine amministrativo.

CITTA’ ED ESENZIONI – La nuova tassa sui viaggiatori, dunque, scatterà per Roma, Napoli, Milano, Torino, Bari, Firenze, Bologna, Genova, Venezia e Reggio Calabria; l’addizionale aeroportuale e l’imposta di sbarco saranno applicate negli aeroporti e nei porti di Cagliari, Messina, Palermo e Catania.

Ma, come appena detto, anche chi si imbarcherà a Malpensa o a Orio al Serio dovrà pagare l’addizionale, nonostante i due scali siano ben lontani dal territorio della città metropolitana di Milano. Stesso discorso per i passeggeri degli aeroporti di Verona, Treviso, Rimini, Pisa, Brindisi, Lamezia Terme, Crotone, Alghero, Olbia, Trapani. Nonostante siano al di fuori dei confini delle città metropolitane di riferimento (Venezia, Bologna, Firenze, Bari, Reggio Calabria, Cagliari, Palermo, Catania e Messina) questi scali dovranno far pagare il tributo ai passeggeri, anche se in questo caso l’importo sarà fisso (un euro).

Non dovranno pagare solo i residenti, i lavoratori e i pendolari. Oltre a queste esclusioni, le città metropolitane potranno prevederne di altre con apposito regolamento.

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