Appuntamento col Fisco per oltre 1 milione di case fantasma. Atteso gettito per oltre 472 milioni entro l’anno

A oltre un milione di edifici sconosciuti al Catasto è stata attribuita una rendita catastale. Tra Imu, Irpef, imposte di registro, arretrati, sanzioni e interessi, Comuni e Fisco potrebbero aspettarsi oltre 2 miliardi di entrate

La base imponibile delle “case fantasma“, ovvero degli immobili che non hanno mai conosciuto l’iscrizione al catasto o nei quali sono stati effettuati interventi non dichiarati, è stata attribuita e resa nota attraverso l’affissione all’Albo pretorio dei comuni della loro rendita catastale presunta.

I furbetti del mattone avranno tempo fino al 2 luglio per presentare ricorso, se desiderano contestare la rendita, ma sarà difficile sottrarsi agli appuntamenti con l’Imu e gli arretrati Ici e Irpef.
Il piatto è ghiotto se si considera che la rendita catastale complessiva degli immobili abusivi, a fine 2011, era pari a 817.386.279 euro e le imposte attese si aggirano sui 472 milioni nel 2012. Oltre agli oneri previsti per la regolarizzazione.
La stima sulle imposte attese dalla sanatoria catastale, che il Dipartimento delle Finanze ha elaborato in base ai dati forniti dall’Agenzia del Territorio, calcola un aumento del gettito Imu di 356 milioni di euro. A completare il bottino vi sarebbero 110 milioni dovuti ai fini dell’imposta sui rediti, cioè Irpef e cedolare secca, e 6 milioni per l’imposta di registro sui canoni di locazione.
Considerando però che Comuni ed Entrate dovrebbero chiedere gli arretrati per cinque anni precedenti (l’iscrizione decorre dall’anno 2007), con sanzioni e interessi, ci sarebbero altri 2 miliardi.

Sulla base dei dati resi noti dal Territorio al 31 dicembre 2011, il calcolo delle unità immobiliari che oggi ricevono in dote una base imponibile con cui fare i conti col Fisco si aggira intorno a 1.280.000 unità, prevalentemente individuate grazie ai rilievi aerofotogrammetrici, che hanno inferto un duro colpo all’abusivismo edilizio.

Il Decreto legge sulle semplificazioni fiscali ha infine previsto l’obbligo per i proprietari di procedere all’accatastamento entro 120 giorni dalla pubblicazione in Gazzetta dell’avviso di attribuzione della rendita. Nel caso in cui non vengano rispettati i termini previsti, saranno applicate sanzioni amministrative quadruplicate, il 75% delle quali è devoluto al Comune.

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