Approvata la manovra. Ma sui costi della politica e la riforma fiscale è tutto rinviato

Solo 1,5 miliardi per il 2011 e 40 miliardi per il 2013-14, sulle spalle del prossimo governo. La manovra appena varata si dà tre anni per alleggerire le aliquote Irpef e risanare i bilanci

Dopo il lungo balletto di proposte e smentite di questi ultimi giorni, finalmente il governo ha messo nero su bianco la sua manovra economica e fiscale. Ma per recuperare i 47 miliardi necessari a salvare le finanze pubbliche italiane e rassicurare i mercati internazionali non sembra esserci tutta questa fretta. Il grosso degli interventi infatti è concentrato dopo il 2013, anno di elezioni politiche. Il budget complessivo è così suddiviso: 1,5 miliardi nel 2011, 5,5 miliardi nel 2012, 40 miliardi all’anno nel 2013 e 2014. Una scansione temporale che il segretario del Pd  Bersani ha definito “una bomba a orologeria“.

Riforma fiscale? Sì ma senza fretta

Il governo si impegna a impostare la riforma da qui ai prossimi tre anni. Ecco i punti:

  Aliquote Irpef: le cinque aliquote attuali  verranno sostituite con tre sole aliquote del 20%, 30% e 40%. Leggermente più basse, ma il governo non ha precisato l’altro elemento fondamentale, cioè a quali scaglioni di reddito si applicheranno. Questo non permette di capire chi sarà davvero avvantaggiato dalla riforma.

  Aliquote Iva: a differenza di quanto annunciato nei giorni scorsi, per ora non ci sarà l’aumento dell’Iva (si ipotizzava di portare l’aliquota ordinaria del 20% al 21% e quella ridotta del 10% all’11%). Si parla però di una “revisione graduale delle attuali aliquote, tenendo conto degli effetti inflazionistici prodotti da un aumento”.

  Tassazione delle rendite finanziarie. Confermato l’obiettivo di uniformare la tassazione con un’aliquota “piatta” al 20% (al posto delle due attuali: 12,5 e 27%), escludendo però i titoli di Stato.

Costi della politica, come nella media eueopea

Gli stipendi di ministri e parlamentari verranno “adeguati” a quelli dei loro colleghi europei. Ma per farlo si dovrà aspettare la costituzione di una commissione che faccia i calcoli ed elabori questo indice medio. Per il resto si parla di necessaria sobrietà della politica e sono stati indicati alcuni tagli:

  Auto e voli blu: i voli di Stato saranno riservati solo al presidente della Repubblica, al premier, ai presidenti di Senato e Camera e a quello della Corte Costituzionale (i ministri solo nei viaggi istituzionali all’estero). Per quanto riguarda le auto blu, in futuro non potranno essere superiori a 1.600 di cilindrata, fatte salve le esigenze di sicurezza.

  Finanziamento ai partiti: è previsto un ulteriore taglio del 10% al finanziamento pubblico dei partiti

  Election Day: per risparmiare sui costi, le elezioni politiche e amministrative si terranno in un’unica giornata, con esclusione però dei referendum (per “liberare” il quorum, evidentemente).

Altre misure

  Superbollo per le supercar: si alza il tetto per applicare la maggiorazione della tassa di circolazione: superbollo solo per le auto con più di 301 cv (e non più 170 cv come annunciato in precedenza). Sono anche esclusi i Suv.

  Produttività del lavoro e imprese giovani: a partire dal 2012 è prevista una tassazione agevolata del reddito dei lavoratori collegato a incrementi di produttività. Dallo stesso anno si prevede un’agevolazione fiscale per le nuove imprese formate da giovani sotto i 35 anni: una tassazione forfettaria del 5 % per 5 anni.

  Bollette della luce: sempre dal 2012 ci sarà una riduzione delle tariffe dell’elettricità di circa il 3% grazie al taglio di oneri.

  Stretta sui dipendenti pubblici: controlli più severi sulle assenze dei dipendenti della pubblica amministrazione. Le visite fiscali partiranno automaticamente per le “malattie” attaccate ai finesettimana e ai ponti.

  Città turistiche: orari liberi per i negozi nei comuni di interesse turistico e nelle città d’arte. In via sperimentale gli esercizi commerciali non saranno più tenuti a rispettare gli orari di apertura e chiusura e la chiusura festiva. (A.D.M.)

Approvata la manovra. Ma sui costi della politica e la riforma fiscale è tutto rinviato
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