Allarme imprese: troppe tasse, a rischio la competitività

Secondo l'associazione Rete imprese, la pressione fiscale ha raggiunto soglie di non sopportabilità

“Con una pressione fiscale che nel 2014 raggiungerà il 44,9% del Pil, la competitività del Paese è a rischio”. Così il presidente di Rete imprese Italia, Ivan Malavasi, durante un’audizione in commissione Finanze del Senato sul disegno di legge delega relativo alla riforma fiscale. Per Malavasi “la sofferenza delle imprese piccole e medie, soprattutto di quelle che lavorano per il mercato interno, ha raggiunto soglie di non sopportabilità. Sono a rischio l’occupazione e la tenuta del sistema produttivo. Se poi gli enti locali dovessero recuperare i tagli ai trasferimenti attraverso le addizionali Irpef le cose andrebbero di male in peggio”.

Secondo l’associaizone, il peso reale del fisco ca oltre quello ufficiale. “E’ troppo pesante la differenza tra la pressione fiscale ufficiale calcolata dall’Istat e la pressione fiscale effettiva che risulta dal rapporto delle entrate con il Pil depurato dall’ammontare dell’economia sommersa”, ha affermato  Malavasi,.
“Nel 2009 – ha sottolineato – la pressione fiscale misurata dall’Istat è risultata del 43,1%, ma la pressione fiscale effettiva, misurata su coloro che pagano le imposte, è stata di circa il 52%. Nessun Paese avanzato e industriale può sopportare un carico del genere senza soccombere“.

E l’allarme “troppe tasse” arriva anche dalla banca d’Italia. “Nel 2010 – ha detto direttore centrale per la ricerca economica della Banca d’Italia, Daniele Franco – la pressione fiscaleáè stata in Italia superiore di quasi tre punti a quella della media degli altri Paesi dell’area dell’euro e di 5,5 punti a quella registrata nel Regno Unito. Il divario tra l’Italia e gli altri Paesi dell’area si è aperto nel 2006 e si è ampliato sul finire del decennio scorso”.

Allarme imprese: troppe tasse, a rischio la competitività