Affitti, balzo all’insù della cedolare secca. Dal 21 al 25,2%

La manovra correttiva rende il prelievo fisso conveniente per i redditi medio-alti

E’ stata la grande protagonista “fiscale” dell’anno. Attesa da anni, era finalmente arrivata la cedolare secca sugli affitti. Di fatto si tratta di un prelievo fiscale fisso (variabile dal 19 a 21%) sui redditi da affitto che in questo modo non erano soggetti all’aliquota progressiva. Un risparmio notevoli per i possessori di abitazioni concesse in affitto.

La manovra correttiva ha ridimensionato gli entusiasmi. Con il taglio delle agevolazioni (previste a partire dal 2013) la cedolare secca salirà al 25,2%, un’aliquota marginale superiore prevista per i rediti più bassi (23% fino a 15mila euro di reddito all’anno). In questo modo la cedolare secca resterà appetibile solo per i redditi medio-alti.
La correzione dei conti pubblici pone seri rischi anche ad altre agevolazioni fiscali. Come la deduzione forfettaria del 15% sui redditi da locazione, prevista per i proprietari per le spese di manutenzione sostenute per l’immobile e la deduzione del 30% che spetta a chi affitta a canone concordato.

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