Affitti, la cedolare secca da fiato al mercato della casa

La migliore redditività delle locazioni favorirà un rialzo del valore del mattone

Secondo molti operatori del settore, la cedolare secca farà crescere i guadagni ottenuti dagli affitti di un punto percentuale annuo. Ricordiamo che la novità introduce un prelievo fiscale fisso, pari al 20%, senza fare cumulo con altri redditi. Invece fino a quest’anno le imposte da versare dipendevano dallo scaglione di reddito del proprietario dell’immobile.

Il nuovo sistema impositivo porterà un risparmio medio annuo attorno a un punto percentuale. Vantaggio che sarà sensibile soprattutto per i redditi più alti. Per esempio un proprietario che guadagna meno di 30mila euro e che affitta per 10mila euro all’anno, passerà da una tassazione di 3.230 euro a 1.700. E il beneficio sarà più corposo per chi si colloca al di sotto dei 60mila euro: 1.700 euro di cedolare secca, contro i 3.485 del vecchio regime.

Secondo Solo Affitti, franchising immobiliare specializzato nelle locazioni, con la cedolare al 20% l’Italia diventa il paese europeo più conveniente per la tassazione in materia.
Un regime fiscale privilegiato che non solo dovrebbe agevolare l’emersione del nero, ma anche fare bene al mercato della casa. Intanto nel mercato immobiliare si registrano segnali positivi dopo l’approvazione della cedolare. Lo dice Corrado Sforza Fogliani, presidente di Confedilizia, che prevede un rialzo dei pressi per la fine del 2010.
Inoltre, l’approvazione della cedolare secca – prosegue Corrado Sforza Fogliani – rende di qualche redditività la locazione e quindi incentiva gli investimenti sul mattone.
Secondo gli esperti, infine, ridurre la tassazione sugli affitti, spingerà i proprietari di immobili sfitti a metterli a reddito, aumentando l’offerta e quindi i canoni potrebbero anche scendere.

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