Acconto Irpef, taglio delle imposte anche per i dipendenti

Lo "sconto" del 20% vale anche per i dipendenti e pensionati che dichiarano redditi accessori come affitti o collaborazioni

Il taglio dell’acconto Irpef stringe i tempi – in vista della scadenza per il versamento fissata per il 30 novembre – e allarga le maglie. Il decreto legge è in arrivo: 20 punti percentuali di Irpef in meno (79% anziché 99%) per le persone fisiche. Attenzione però: non si tratta di uno sconto ma solo di uno slittamento, introdotto per dare un po’ di ossigeno alle finanze dei contribuenti in questo autunno di crisi. La differenza verrà pagata a saldo entro luglio 2010 (sperando che nel frattempo la situazione economica sia cambiata).


Anche per chi fa il 730 con altri redditi
L’ultima novità sta nell’allargamento del beneficio a tutte le persone fisiche, non solo le partite Iva. Nella prima versione, infatti, la riduzione era concessa solo a professionisti, ditte individuali e società di persone. Disparità evidente, ora “sanata” con l’estensione anche ai lavoratori dipendenti e pensionati, purché presentino il modello 730 per dichiarare altri redditi (ad esempio da collaborazioni occasionali o da affitti). Non è possibile, cioè, per chi ha come unico reddito lo stipendio o la pensione.

I dipendenti o pensionati che richiedono la riduzione al loro sostituto d’imposta (cioè il datore di lavoro o l’ente pensionistico) troveranno la riduzione nella busta paga o nella pensione di dicembre, che quindi risulteranno più corposi.

Restano escluse dal beneficio le aziende (società di capitali) che pagano l’Ires.


Come si calcola l’acconto

Si deve pagare l’acconto Irpef per l’anno 2009 solo se l’importo indicato al rigo RN31 dell’Unico supera i 51,65 euro. Il 79% (invece del 99%) di tale importo va versato:

1) in unica soluzione entro il 30 novembre 2009, se è inferiore a 257,52 euro;

2) in due rate, se è pari o superiore a 257,52 euro :

– la prima rata del 40% entro il 16 giugno 2009 (o entro il 16 luglio con la maggiorazione dello 0,40%),

– la seconda rata del 60% entro il 30 novembre 2009.


Chi ha già versato l’acconto “completo” (al 99%) ha diritto a un credito d’imposta corrispondente alla differenza tra i due importi.

La riduzione dell’acconto porterà alle casse dello Stato 3,7 miliardi di euro in meno nel 2009. Il governo intende coprire questo buco (temporaneo) con le entrate (sperate) dello scudo fiscale. (A.D.M.)

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