Ici, una tassa in via d’estinzione

Via l'imposta dalla prima casa ad esclusione delle abitazioni signorili, delle ville e degli edifici storici

 

Il cosiglio dei ministri, riunito a Napoli, si appresta ad abolire l’imposta sulla casa. La prima. Due le coordinate seguite dai tecnici dell’Economia.

Primo: l’imposta sarà totalmente abolita relativamente alla casa utilizzata come abitazione. Sono escluse le seconde case e tutte quelle di pregio, ovvero le abitazioni signorili (categoria catastale A1), le ville (A8) e gli edifici storici (A9).
Secondo: è garantita l’intera copertura finanziaria dell’intervento. E non solo. Gli enti locali beneficeranno di una compensazione, proveniente dalla Stato, per controbilanciare il minor gettito.

L’operazione avrà un costo di circa 2,2 miliardi di euro. Secondo uno studio della Cgia Mestre a Roma i minori introiti saranno di 352 milioni di euro, a Milano 155,4 milioni in meno. Torino perderà 94 milioni. Tra le prime 21 citta’ italiane, è Trieste quella dove il gettito dell’Ici per la prima casa ha, in termini percentuali, il peso maggiore sul totale dell’incasso comunale: con 19 milioni nel 2006, l’Ici sulla prima abitazione vale il 40% esatto del gettito totale dell’Ici.

L’abolizione interesserà la rata che si deve pagare entro fine giugno. Nel caso fosse già versata, sarà prevista una specie di compensazione in dichiarazione dei redditi.

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