Abolizione Imu, mancano le coperture: rischio stangata a dicembre

E' scontro aperto fra il ministro Saccomanni e Angelino Alfano, che smentisce: "L'Imu non si pagherà"

Si riapre il caso sulla seconda rata dell’Imu sulla prima casa. Dopo le tante promesse e smentite fatte dal Governo ora si torna nuovamente a ventilare la possibilità che la seconda si debba pagare. La causa? Mancherebbero le risorse per confermare l’abolizione della tassa che dal gennaio 2014 sarà sostituita da Tasi e Tari.
 
SACCOMANNI – Il ministro dell’economia e delle finanze, Fabrizio Saccomanni, ha parlato di difficile copertura finanziaria per l’abolizione della seconda rata Imu di dicembre 2013, con il rischio concreto che la tassa sulla casa introdotta in via sperimentale dal decreto salva Italia, il D.L. n. 201/2011 convertito in legge n. 214 del 2011 dell’ex governo tecnico guidato dal prof. Monti, torni anche sulla prima casa. Servono circa 2,4 mld per evitare il pagamento, e la caccia alle risorse del governo sembra una “battaglia persa”.
 
RISCHIO STANGATA – E’ inoltre probabile che, nei comuni che deliberassero un aumento delle aliquote rispetto al 2012 (e hanno tempo per farlo fino al 30 novembre) per pagare solo la seconda rata 2013, i contribuenti finirebbero per sborsare di più di quanto versato lo scorso anno per l’intero balzello. E’ il Dipartimento delle Finanze del ministero dell’Economia a sottolineare che, nel confronto rispetto al gettito 2012, occorre tenere in considerazione le modifiche nelle modalità di  calcolo Imu del primo acconto 2013 che, a differenza dello scorso anno, includono anche le eventuali variazioni di aliquota deliberate dai singoli Comuni e delle modifiche normative nella disciplina dell’Imu. Un rischio che a conti fatti equivale a 100 euro in più rispetto a quanto si è pagato di seconda rata Imu a dicembre 2012.
 
CAOS POLITICO – Le parole del ministro hanno ovviamente incendiato la scena politica, perchè la seconda rata dell’Imu rischia di rappresentare un’altra mina per il governo Letta. Il Pdl non vuole ovviamente rinunciare al propriio cavallo di battaglia dell’ultima campagna elettorale, il Pd ha mandato giù il rospo a suo tempo ed ora, se non si trovano le adeguate coperture, difficilmente accetterà di proseguire sulla strada dell’abolizione. Ecco dunque il fuoco di sbarramento pidiellino: "La seconda rata dell’Imu non si pagherà. E’ un impegno assunto con il Parlamento e con gli italiani ed è un impegno che sarà mantenuto, che dovrà essere mantenuto. Anche il ministro Saccomanni, pur nella difficoltà della situazione, ha detto che si può eliminare" – ha detto Angelino Alfano. A rincarare la dose Renato Brunetta: "Quello richiamato dal ministro Saccomanni è un impegno che il presidente del Consiglio, Enrico Letta, ha preso con i partiti della maggioranza fin dal momento della formazione del governo di larghe intese. Pertanto, ci chiediamo: ha ragione il ministro Saccomanni, e la seconda rata dell’Imu prima casa del 2013 si dovrà pagare, o hanno ragione il presidente del Consiglio, il vicepremier Alfano e il viceministro Fassina, e quindi la seconda rata non si paga?".
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