Abolita la seconda rata Imu, ma non per tutti. Ecco chi la paga

Esenti prima casa e terreni agricoli. Ma in alcuni comuni, come Milano, andrà pagata

Al maxiemendamento che ha ridisegnato la legge di stabilità è seguito un decreto legge del governo che ha cancellato la seconda rata Imu, allargando l’abolizione anche ai terreni agricoli che in un primo tempo sembrava impossibile esentare. Indipendentemente da ciò che accadrà in futuro con la Iuc, la nuova tassa sulla casa, c’è chi entro il 16 dicembre dovrà comunque pagare la seconda rata della vecchia Imu.
 
LA CANCELLAZIONE – Il decreto legge in questione ha così abolito la seconda rata Imu 2013, in scadenza il 16 dicembre prossimo, sull’abitazione principale ad eccezione degli immobili classificati nelle categorie A/1, A/8, A/9, quindi immobili considerati di lusso. Esenzione allargata a fabbricati rurali e per gli imprenditori agricoli professionali relativamente ai terreni dopo un tira e molla avvenuto negli ultimi giorni. 
 
LA COPERTURA FINANZIARIA –  La copertura finanziaria per lo stop alla seconda rata Imu su prima casa e terreni agricoli deriva dall’aumento al 130% dell’acconto IRES e IRAP dovuto per l’anno d’imposta 2013 dalle società del settore finanziario e assicurativo. Per questi stessi soggetti l’aliquota IRES viene elevata per il solo anno d’imposta 2013 al 36%. Inoltre si prevede anche un  anticipo a carico degli intermediari finanziari sulle ritenute relative al risparmio amministrato (conto titoli).
 
CHI PAGA – A pagarle la seconda rata Imu saranno invece sicuramente i proprietari di abitazioni "di lusso" accatastate nelle categorie A/1, A/8 e A/9; per loro è previsto però ancora un trattamento di favore rispetto agli altri immobili. L’aliquota non potrà superare lo 0,6% e si manterrà il diritto ad avere una detrazione di 200 euro.
 
IL NODO DEI COMUNI – Non tutti i Comuni saranno salvi dall’Imu. In comuni come Milano, Genova, Bologna e Napoli l’Imu si pagherà, a gennaio, e sarà quella “avanzata”. La tassa sulla casa è stata sì cancellata, ma che nei Comuni che hanno aumentato le aliquote si dovrà pagare almeno una parte dell’Imu. Tra questi Comuni c’è Milano, dove l’aliquota era stata alzata al 6 per mille e dove ora i contribuenti dovranno versare l’1 per mille. La norma impone ai Comuni che hanno deliberato per l’anno 2013 aliquote superiori a quella standard (4 per mille, come nel caso di Milano) di fare pagare metà della maggiorazione ai contribuenti a gennaio 2014, mentre l’altra metà circa verrà ristorata dallo Stato. In pratica a Milano, dove l’aliquota è al 6 per mille, l’1 per mille verrà pagato dai cittadini.
Abolita la seconda rata Imu, ma non per tutti. Ecco chi la paga
Abolita la seconda rata Imu, ma non per tutti. Ecco chi la paga