8 per mille, le nostre tasse per una chiesa. Come funziona, cosa cambia

Con la dichiarazione dei redditi 2013, salgono a 9 le confessioni che possono spartirsi la 'torta' dell'8 x mille. I meccanismi e i punti critici della "storica" forma di utilizzo dell'Irpef a favore del culto

Otto euro su mille: come "donazione" potrebbe sembrare piuttosto avara, tanto più se viene fatta con soldi che non sono più nostri ma appartengono allo Stato. Eppure, soprattutto per alcuni destinatari, sono una vera e propria manna. Stiamo parlando dell’8 per mille l’ormai tradizionale forma di finanziamento a favore istituzioni religiose tramite la destinazione di una parte delle nostre tasse. Con una semplice firma sulla dichiarazione dei redditi.

Un obolo milionario

L’8 per mille è la percentuale di Irpef che ogni contribuente può scegliere di devolvere allo Stato per "scopi di interesse sociale o di carattere umanitario" oppure a una ristretta rosa di confessioni religiose con le quali lo Stato stesso ha firmato specifiche intese e che quest’anno si arricchisce di nuovi soggetti beneficiari. Ecco l’elenco completo dei possibili destinatari:
 

• Stato
• Chiesa Cattolica
• Chiesa Valdese
• Chiesa Evangelica Luterana
• Chiesa Apostolica in Italia (Pentecostali)

• Unione Cristiana Evangelica Battista
• Unione delle Chiese Avventiste del 7° giorno
• Unione delle Comunità ebraiche in Italia
• Sacra Arcidiocesi Ortodossa
• Assemblee di Dio in Italia

RIQUADRO 8 X MILLE - 730/2013

La scelta viene effettuata mettendo la propria firma in corrispondenza dell’apposito riquadro sulla scheda presente in tutti i modelli di dichiarazione: è ammessa la scelta per una sola istituzione. La scheda va presentata integralmente anche nel caso in cui sia stata fatta soltanto una delle due scelte. Anche chi è esonerato dall’obbligo di presentazione della dichiarazione può effettuare la scelta utilizzando la scheda allegata al Cud.

E’ comunque importante ribadire che:

• l’8 per mille – come anche il 5 per mille, la forma di finanziamento analoga per il non profit, lo sport e le ricerca – è la "destinazione" di una quota delle tasse già dovute. Ciò significa che esprimere una scelta non comporta una maggiorazione delle imposte e non esprimerla non fa risparmiare sulle tasse;

• le due scelte non sono alternative tra loro e possono essere espresse entrambe.

La minoranza decide per la maggioranza

Da quando è stato introdotto nel 1984 il meccanismo di ripartizione dell’8 per mille ha suscitato molte polemiche. Il punto controverso è questo: la quota dei contribuenti che non hanno firmato, e che quindi risulta non attribuita, viene suddivisa tra gli organismi destinatari secondo la proporzione risultante dalle scelte espresse. In altre parole il contribuente, con la sua firma, non sceglie solo a chi destinare l’8 per mille delle sue imposte, ma vota – spesso senza saperlo – per la ripartizione della stessa quota dell’Irpef di tutti i cittadini.

Un meccanismo che avvantaggia chi ha avuto la maggiore quota di preferenze cioè la Chiesa cattolica che riceve la maggioranza delle preferenze dei 40% dei contribuenti che esprime una scelta. Di conseguenza la Chiesa cattolica, indicata da circa il 35% dei contribuenti totali, riceve più dell’80% dell’intera cifra, il cui valore annuo è stimabile intorno 1 miliardo di euro. (A.D.M.)

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