730 precompilato, mancano ancora i dati per le detrazioni dei figli

Mancano il tetto per le spese universitarie e la detrazione per le mense: chi ha dei figli non può andare avanti con la dichiarazione

Dal 2 maggio fino al 7 luglio, i contribuenti possono accettare, integrare o modificare il proprio 730, già compilato in tutto o in parte dal Fisco, e trasmetterlo all’Agenzia direttamente dal proprio pc.

Ma non tutti possono farlo: non sono infatti ancora arrivate le precisazioni sul tetto alle spese per le università private e la detrazione per le mense delle scuole pubbliche. In pratica, chi ha dei figli per i quali ha sostenuto quelle spese non può procedere con la sua dichiarazione.

UNIVERSITA’, MANCA IL TETTO ALLE SPESE – Nel caso delle spese di iscrizione e frequenza per le università private a mancare è il decreto del Ministero dell’istruzione, previsto dalla Legge di stabilità, e destinato a fissare un tetto massimo per la detrazione del 19%. Fino allo scorso anno era possibile utilizzare calcoli “fai da te” sulla base delle spese richieste dalle università pubbliche più vicine, ma da quest’anno non è più possibile e si deve usare l’importo indicato dal decreto. Decreto che però ancora non c’è, e quindi chi accede alla sua precompilata si troverà le spese effettuare correttamente indicate nelle annotazioni, con l’avvertimento che il dato non è stato utilizzato, e che in ogni caso va rispettato il previsto “tetto massimo”. Dato inutilizzabile e quindi compilazione impossibile.

IL REBUS DELLE MENSE SCOLASTICHE-  Altra questione rimasta in sospeso e da sciogliere quanto prima, è quella relativa alle spese per la mensa scolastica. Dopo l’approvazione della legge sulla “Buona Scuola”, la Legge di Stabilità ha previsto la possibilità di portare in detrazione le spese per l’iscrizione e la frequenza degli istituti scolastici di qualunque ordine e grado, per un importo massimo di 400 euro per ciascun figlio. Considerando che le scuole pubbliche, dall’asilo al liceo, sono gratuite (tranne la tassa di iscrizione all’esame di maturità che è di poche decine di euro), la nuova detrazione pareva destinata a riguardare sostanzialmente gli alunni delle scuole private paritarie. Solo per queste, infatti, sono previste rette di iscrizione e frequenza. Con la circolare del 4 aprile scorso, però, l’Agenzia delle Entrate ha aperto una nuova possibilità, indicando, tra le spese detraibili, anche quelle per la mense scolastica.

CAF RIFIUTANO LA DICHIARAZIONE – Teoricamente la spesa dovrebbe rientrare tra le “spese di istruzione” ma in assenza di indicazioni specifiche dell’Agenzia delle entrate in merito alle spese che vanno nelle casse dei comuni e non in quelle scolastiche, e che per questo sono “certificate” dai Comuni, molti Caf rifiutano la detrazione. Anche in questo caso, quindi, non è possibile andare avanti con la compilazione del modello.

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