Troppe mani tese per il 5 per mille

Ogni 1000 euro di tasse possiamo darne 5 a un ente non profit, a un istituto di ricerca o a un'associazione sportiva. Da scegliere tra 78 mila richiedenti

Non bastavano il museo dell’occhiale e l’accademia del peperoncino. Per soddisfare la nostra voglia di “buone cause” da finanziare, quest’anno abbiamo anche l’Associazione di curling Club Paradise, la società sportiva (?) degli zampognari e vari centri di fitness. Un bel numero di “bisognosi” in più. 45.800 per l’esattezza: tanti quanti sono i soggetti iscritti al nuovo elenco delle associazioni sportive ammesse al beneficio del 5 per mille. E’ una categoria che si aggiunge a quelle già nutrite degli enti di volontariato, degli enti di ricerca scientifica e sanitaria e delle fondazioni nazionali di carattere culturale.

Un elenco di questuanti che si allunga di anno in anno. Nel 2008 ha raggiunto la bellezza di quasi 78.000 soggetti, grazie soprattutto all’allargamento del beneficio alle associazioni sportive dilettantistiche. Oltre alle cooperative sociali e alle associazioni culturali, chiedono i soldi dei contribuenti – immaginiamo per le necessità dei loro soci indigenti – anche la Federazione italiana del golf e quella del bridge, più alcuni yacht club. Ovviamente non mancano le bocciofile e i circoli caccia e pesca. Insomma, uno smisurato sciame di associazioni, enti, fondazioni e istituti richiamato dal miele dei finanziamenti. Una polverizzazione di destinatari che lascia qualche dubbio, nella migliore delle ipotesi, sull’utilità di un simile contributo. O sulla legittimità di ammettere a un finanziamento pubblico alcune categorie di soggetti.

E’ GIUSTO FINANZIARE LE ORGANIZZAZIONI PRIVATE
CON SOLDI PUBBLICI? DI’ LA TUA

Una briciola delle nostre tasse

Il meccanismo è simile a quello, ormai collaudato, dell’8 per mille da destinare allo Stato, alla Chiesa cattolica o ad altre comunità religiose (ma la legge si affretta a ribadire che non è in alternativa a questo: ci sono entrambi). Sui modelli di dichiarazione 2008 il contribuente troverà quattro riquadri (uno in più rispetto al 2007) dedicati alle quattro categorie di beneficiari del finanziamento:

1) associazioni di volontariato: onlus, associazioni di promozione sociale,
    altre fondazioni e associazioni riconosciute e – da quest’anno – fondazioni
    nazionali di carattere culturale;

2) università ed enti che svolgono attività di ricerca scientifica;

3) enti che svolgono attività di ricerca sanitaria;

4) associazioni sportive dilettantistiche riconosciute dal Coni (nuova
   
categoria).

Attenti al codice

Ma per l’attribuzione del 5 per mille, oltre alla firma nello spazio della categoria prescelta, va riportato anche il codice fiscale del destinatario.

Alcune precisazioni:

  • la scelta del 5 per mille non comporta nessun onere aggiuntivo per il contribuente perché l’importo fa parte di una quota d’imposta già dovuta (come anche l’8 per mille);
  • non è obbligatoria e se non viene espressa non prevede alcuna attribuzione (l’8 per mille invece viene prelevato e ripartito in proporzione tra i destinatari);
  • se invece c’è la firma ma manca il codice fiscale (o è sbagliato) la quota d’imposta del contribuente viene suddivisa in base al numero di preferenze ricevute dai soggetti appartenenti alla stessa categoria

Beneficienza cieca

Un meccanismo, quello del 5 per mille, che muove una gran quantità di denaro: 700 milioni di euro dal 2006, anno in cui è stato introdotto. Per quest’anno è previsto un “tesoretto” di 380 milioni. Che però non arricchirà quasi nessuno. Per quanto grossa, la torta dev’essere divisa tra troppi richiedenti. “Saranno sempre di più i microimporti. Già per il 2006 un migliaio di soggetti hanno ricevuto donazioni inferiori ai 50 euro“, dicono all’Agenzia delle Entrate.

Non per tutti è così ovviamente: nel 2007 l’ente più “gettonato” è stato l’Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro (Airc) che avrebbe ricevuto più di 1 milione di euro, seguita da Unicef, Auser, Acli, Emergency e altri grossi nomi del volontariato. Purtroppo il condizionale è ancora d’obbligo: il Ministero delle Finanze non ha ancora versato ai beneficiari gli importi del 2006. Due anni di ritardo che dovrebbero finalmente concludersi il prossimo maggio con l’effettiva erogazione. E nella seconda metà dell’anno – assicurano all’Agenzia delle Entrate – arriveranno anche i contributi del 2007. La bocciofila è salva. (A.D.M.)

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