Plusvalenze, quanto costa un calciatore? Lo dice l’algoritmo

La Fifa vuole un algoritmo che indichi il valore oggettivo di un calciatore per evitare un altro caso plusvalenze come quello che ha coinvolto la Juve

Il caso plusvalenze che ha coinvolto la Juventus ha accesso un dibattito: si può stabilire oggettivamente il valore di un calciatore, così da evitare di incidere sul bilancio in maniera poco trasparente? La Fifa si è messa al lavoro per ricavare un algoritmo che aiuti in tal senso, ma non tutti sono a favore.

Plusvalenze, quanto costa un calciatore? Lo dice l’algoritmo

Secondo quanto riportato da ‘Milano Finanza’, la Fifa, principale organizzazione del calcio mondiale, avrebbe preso contatti con Standard Football, società italiana che sta sviluppando un sistema in grado di determinare il valore dei calciatori combinando dati come prestazioni, durata del contratto, infortuni e altri aspetti legati al gioco.

Un vero e proprio algoritmo per stabilire il costo del cartellino di un calciatore in maniera oggettiva. Le operazioni lontane dal valore stabilito dall’algoritmo verrebbero dunque segnalate immediatamente come sospette, comportando così approfondimenti ed eventuali sanzioni.

La società Standard Football è guidata Gianluca Calvosa e presieduta da Mauro Baldissoni, socio al 15%. Sono coinvolti anche alcuni ex calciatori come Ciro Ferrara e Gianluca Vialli, entrambi all’8,5%, o Federico Balzaretti, al 5%.

Ovviamente la Fifa sta valutando anche altre strade: per esempio, avrebbe aperto anche alla possibilità di istituire una camera di compensazione attraverso cui far passare tutti i pagamenti, in modo da garantire effettivi passaggi di denaro.

L’iniziativa della Fifa, comunque, non è legata esclusivamente al caso che ha coinvolto la Juventus (perquisita la sede, indagati Agnelli e Nedved: cosa succede alla Juve). L’associazione, infatti, pensa all’istituzione di un algoritmo già dal 2018: l’idea era stata concepita da una speciale task force incaricata di trovare soluzioni per regolamentare il calciomercato. I problemi, secondo questi esperti, sarebbero essenzialmente tre:

  • l’abuso dei trasferimenti dei giovani giocatori;
  • lo sfruttamento dei trasferimenti dei cartellini dei calciatori per fini finanziari;
  • la tendenza verso un calciomercato sempre più speculativo, con particolare attenzione al ruolo dei procuratori e alle loro commissioni (Mino Raiola, quanto guadagna il procuratore più famoso del calcio dal patrimonio stellare).

Plusvalenze, la Figc contro l’algoritmo

Il fronte del ‘no’ vede in prima linea Gabriele Gravina, presidente della Federazione italiana gioco calcio. Commentando il caso plusvalenze, il numero uno della Figc (quanto incassa se l’Italia si qualifica al Mondiale in Qatar) ha dichiarato che tutto ciò che può essere collegato ad una valutazione soggettiva e di mercato non può essere tradotto in un algoritmo.

Secondo lui, infatti, un algoritmo può aiutare a intuire, “ma non sarà mai condiviso in termini di valutazione oggettiva: il mercato è il mercato, c’è una domanda e c’è un’offerta. Inoltre parliamo di società di capitali, spesso quotate in Borsa”. Questo comunque non vuol dire che il problema non debba essere affrontato: la soluzione di Gravina è di trovare un modo per gestire le plusvalenze, magari mettendo a bilancio esclusivamente quelle che generano effettivamente del denaro, senza restare solo sulla carta.

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